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Red 11 novembre 2017
Storie di bimbi “nati troppo presto”. Nella clinica dell´Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, venerdì 17 novembre, la Giornata mondiale della prematurità
La Neonatologia si apre alla città


SASSARI - Storie a lieto fine di bimbi nati prematuri, venuti al mondo prima che si sia completata la 37esima settimana di gestazione. Storie di chi ha iniziato un percorso in salita, fatto di bisogni speciali. Storie di genitori speciali che quei neonati non hanno mai lasciato soli, dando loro quel particolare sostegno per farli crescere e vederli diventare bambini, ragazzi, adulti. E ancora, storie di chi, purtroppo, non ce l'ha fatta, circondato dal calore e dall'amore dei genitori e dagli sforzi della medicina che, dagli Anni Sessanta ad oggi, ha ridotto notevolmente i tassi di mortalità dei neonati prematuri. Questo e molto altro ancora vuole raccontare l'appuntamento che la Clinica di Neonatologia dell'Aou di Sassari ha organizzato per venerdì 17 novembre, in occasione della Giornata mondiale della prematurità.

Un open day, il primo per la Clinica diretta da Giorgio Olzai, che dalle 12 alle 17, condurrà il “visitatore” lungo un percorso di immagini, video e foto fino alle porte della terapia intensiva dove, all'interno delle incubatrici, i piccoli sono seguiti da medici, infermieri, personale di supporto e genitori nel loro cammino verso la “maturità”. Un percorso che vuole raccontare la realtà della prematurità e le problematiche ad essa legate. Ma per la Clinica di Neonatologia l'iniziativa vuole essere anche occasione per trasmettere un messaggio di speranza all'esterno della mura, dove racchiude e protegge quei piccoli bimbi nati troppo presto e che pesano poco più di una piuma. In questo viaggio di immagini è prevista la partecipazione di ex pazienti, ora cresciuti, e di genitori che potranno portare la preziosa testimonianza della loro esperienza nella terapia intensiva neonatale dell'Aou. Secondo i dati del Ministero della Salute, ogni anno nel mondo circa 15milioni di bambini nascono prima del termine di 37 settimane per una gravidanza completa, con un rapporto di oltre una nascita pretermine ogni dieci. In Italia, ogni anno nascono circa 40mila bambini prematuri che rappresentano il 6,9-7percento dei nati.

A Sassari, la percentuale sale al 13,5per cento, dato riconducibile al fatto che, nella clinica di Ostetricia dell'Aou, vengono conteggiate anche le gravidanze a rischio del bacino di utenza della Neonatologia. Piccoli bimbi grandi tanto da stare quasi nel palmo di una mano e dal peso che, nella maggior parte delle volte, non supera il chilogrammo. E se ancora non sono spiegati i motivi di molte nascite pretermine, secondo gli esperti di Epicentro (il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità), nei Paesi ad alto reddito il loro incremento risulta associato all’aumento dell’età materna al parto, al maggiore ricorso alle tecniche di procreazione assistita con conseguente maggiore frequenza di gravidanze gemellari e, in alcuni Paesi, ai tagli cesarei effettuati prima della 38esima settimana di gestazione. Il tasso di sopravvivenza per i neonati prematuri è, per fortuna, in continuo miglioramento grazie ai progressi compiuti dalla scienza.

«Il bambino pretermine – spiega Olzai – inizia un percorso in salita, con difficoltà inizialmente massime, dovute all'immaturità degli organi. Un cammino complesso e complicato con esiti che, in alcuni casi, il bambino porterà con se per tutta la vita». Un bambino con problemi speciali, da quelli respiratori a quelli visivi, che troverà in genitori speciali il supporto per la sua crescita. «Peché non basta essere ospitati in una incubatrice per sopravvivere e continuare a crescere – aggiunge il responsabile della Clinica – e nessun supporto tecnologico potrà mai sostituire l'utero materno. Ecco che la nostra terapia intensiva neonatale, da anni ormai, si è aperta alla presenza dei genitori che partecipano attivamente alle varie fasi di cura e assistenza: fondamentale diventa il contatto con il piccolo e l'approccio all'alimentazione». Per le mamme è diventato importante il supporto che la struttura sassarese ha fornito nel tempo, arrivata fino a prevedere una sezione balie in grado di ospitare dodici mamme per il soggiorno notturno ed altre ancora per il soggiorno diurno. «Questo - conclude Giorgio Olzai – consente alla mamme di stare vicino ai loro piccoli, permette un precoce contatto e favorisce l'allattamento materno che potrà proseguire anche dopo le dimissioni». Attualmente, la struttura dell'Aou di Sassari dispone di una terapia intensiva neonatale, di una terapia sub-intensiva e di una patologia neonatale. Nella Clinica lavorano dodici medici e trentadue infermieri. Nel 2016, al primo piano della palazzina del Materno infantile, sono stati ospitati 440 neonati, la metà circa dei quali nati prima della 37esima settimana.
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20/11/2017
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