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Red 15 novembre 2017
Ieri pomeriggio, nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Federico Pasquini ha incontrato la stampa in vista di Game 6 di Basketball champions league che questa sera, al PalaSerradimigni, vedrà i padroni di casa in campo contro l’Hapoel
«Con Holon sfida diretta per recuperare terreno»


SASSARI - Ieri pomeriggio (martedì), nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Federico Pasquini ha incontrato la stampa in vista di Game 6 di Basketball champions league che questa sera, alle 20.30, al PalaSerradimigni, vedrà i padroni di casa in campo contro l’Hapoel Holon. «Giochiamo una partita che dobbiamo assolutamente vincere, perché è la partita che ci deve riavvicinare ai primi quattro posti in classifica. Giocheremo contro una squadra che da quando ha preso Glen Rice jr ha cambiato molto dal punto di vista tecnico e tattico e anche di qualità con un giocatore che in due partite ha fatto 51punti. Sappiamo quindi che il pericolo pubblico sarà lui, che gioca sia da 3 sia da 4 e che assieme a Joe Alexander è il principale terminale di questa squadra. Dovremo avere grande focus su questi due elementi e fare attenzione a Walden, come a Thomas e Blatt. Sappiamo che hanno vinto tre delle ultime quattro partite da quando è arrivato Rice e dobbiamo lavorare forte per disinnescarlo».

Facciamo un passo indietro a quello che è successo domenica: che tipo di risposta ti aspetti dalla squadra e con quale stato d’animo affronti questa gara?
«Il mio stato d’animo è assolutamente sereno per un motivo fondamentale: quello che ho fatto domenica dopo la partita l’ho fatto per un grande senso di responsabilità nei confronti del presidente e della società. Perché vedere la squadra che giocava quel tipo di partita, l'aver visto i ragazzi che non erano in grado di giocare la loro pallacanestro, mi ha portato a dire che se fosse servito a qualcosa fare un passo indietro per rivederli per quello che erano prima dell’infortunio di Rok, mi potevo anche mettere da parte. Il mio stato d’animo è sempre stato quello di una persona che è convinta del lavoro che fa, dell’impegno che stiamo mettendo quotidianamente. Io ho una certa idea di pallacanestro, credo che stiamo lavorando bene e il fatto che non abbiamo portato in campo questo tipo di energia domenica (quando ero convinto che avremmo fatto un’ottima partita) mi ha semplicemente fatto agire con il senso di responsabilità che ho per la società».

La maggior parte dei giocatori è giovane: è possibile che molti di loro stiano pagando psicologicamente il fatto che non siano avvezzi a questo livello di tensione, e che quindi sia necessario avere pazienza?
«Condivido quello che dici ed è per questo che sono convinto che questa squadra avrà un bel futuro. Per me sarebbe stato più semplice pararmi le spalle e prendere un altro giocatore, ma sono invece sicuro che con questa squadra ci voglia pazienza, che abbia bisogno di essere aspettata, perché possa crescere. Nel momento in cui si era arrivati a un certo equilibrio si sono ritrovati a dover ripartire per l’ennesima volta punto a capo purtroppo, perché l’infortunio di Stipcevic e di Jones ci ha tolto le basi su cui stiamo costruendo un certo tipo di lavoro. Dall’altra parte, probabilmente, c’è una mancanza di pazienza, non riusciamo a capire che questo è un problema che necessita di tempo, perché abbiamo a che fare con ragazzi che hanno 24-25 anni, non 34 come l’anno scorso, in quelli che erano i giocatori chiave. Io questo roster lo voglio giudicare quando lo vedrò finalmente al completo e lavorare per un mese con tutti gli effettivi a disposizione. Allora potrò valutare quello che è il livello di miglioramento in ogni singolo ruolo e a livello di esperienza dei più giovani che non hanno mai giocato a questo livello. Secondo me quello che manca a questo gruppo sono pazienza e un po’ di salute».

Nella foto: coach Federico Pasquini
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