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S.O. 19 novembre 2017
Il segretario provinciale dell´Upc, Giovanni Ledda, annuncia l´avvio di un nuovo percorso autonomo e originale ispirato ai valori popolari e cristiani. Lasciati ai margini delle amministrazioni di Sassari e Alghero, i popolari tentano la ripartenza
«Pd schizofrenico», l´Upc si smarca


SASSARI - Nei giorni scorsi, nella sede di Viale Umberto a Sassari, si è riunita la direzione e l’ufficio politico del Partito Unione Popolare Cristiana per valutare la situazione politica in ambito provinciale del Centro-Sinistra e, segnatamente, i rapporti con il Partito Democratico, nei vari Comuni della Provincia. Occhi puntati principalmente su Sassari e Alghero. Al riguardo, i vari intervenuti, hanno evidenziato un bilancio nettamente negativo, «stante l’inaffidabilità politica di detto Partito Democratico che ha disatteso tutti gli impegni presi, distinguendosi in negativo per la mancanza di collegialità nelle scelte operate per lo sviluppo del territorio ed in particolare sul come affrontare le varie crisi, in particolare quella drammatica del lavoro e dei Trasporti».

Il segretario provinciale, Giovanni Ledda, parla di «fallimento dell’alleanza di Centro-sinistra, in particolare nel Comune di Sassari, dove l’Unione Popolare Cristiana ha dato un contributo determinante di consensi nelle precedenti elezioni, culminate con l’elezione a Sindaco di Nicola Sanna». Critiche anche sulla situazione di Alghero, dove l'Upc, inizialmente in maggioranza, ha vissuto una situazione particolare perdendo la rappresentanza consiliare dopo l'allontanamento di Nasone e l'assenza di Oggiano.

«Dopo l’uscita del nostro Partito dalla maggioranza, retta dal Sindaco Mario Bruno e dall’accordo stipulato dal nostro Segretario cittadino Gianni Cherchi ed il suo omologo del Pd Mario Salis, ovvero che entrambi i Partiti sarebbero rimasti all’opposizione, il capo gruppo PD in Consiglio Comunale, ha ignorato tale impegno, entrando organicamente in Maggioranza, disattendendo platealmente le indicazioni del suo Partito che ha “reagito” prontamente, cooptandolo nel Direttivo Provinciale, ovvero “promoveatur” anziché “amoveatur” (promuovendolo anziché rimuoverlo)» attacca Giovanni Ledda.

«Ognuno, comunque, è libero di fare le proprie scelte suicide e schizofreniche» sottolinea il segretario provinciale che continua: «per questi motivi, l’Upc ritiene conclusa tale esperienza di collaborazione a senso unico e pertanto intende ricominciare un percorso autonomo ed originale, ispirato ai valori Popolari e Cristiani ed a tale proposito, si aprirà un confronto con i cittadini, aderenti e simpatizzanti che culminerà con la celebrazione dei congressi cittadini previsti nella prima quindicina del mese di dicembre».

Foto d'archivio
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