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Alguer.itnotiziesardegnaCronacaIncidenti › Tragedia Ittiri: dal 2016 l´allarme dell´avvocato
A.B. 26 novembre 2017
Già nell´aprile dello scorso anno, un avvocato Alghero, Nicola Nieddu, aveva segnalato la situazione che si ripeteva nelle fermate Arst di Ittiri e Sassari alla Prefettura ed alla Questura di Sassari, alla Polizia municipale di Ittiri ed all´Arst, ma non ricevette alcuna risposte. Ecco la tragedia
Tragedia Ittiri: dal 2016 l´allarme dell´avvocato


ALGHERO – Accadono le tragedie e si piange. Soprattutto se a pagare è una vita innocente, una famiglia, una comunità. Ma, a volte, le tragedie si potrebbero evitare, se le Istituzioni fossero più recettive nei confronti dei segnali che giungono dal territorio. E' il caso della tragedia di Ittiri [LEGGI], che ieri è costata la vita ad un 14enne, Antonio Meloni. Già nell'aprile del 2016 (più di un anno fa), l'avvocato algherese Nicola Nieddu aveva inviato una segnalazione della situazione di estremo pericolo delle fermate Arst degli studenti da e per Ittiri.

Si trattava della fermata ittirese di Via IV novembre e quella sassarese di Via Padre Ziranu ed il legale chiariva la situazione in una missiva inviata alla Prefettura ed alla Questura di Sassari, alla Polizia municipale di Ittiri ed all'Arst. Luoghi e orari (quelli più utilizzati dagli studenti), quando «gli studenti ittiresi delle scuole superiori sono soliti avventurarsi sul proprio autobus di linea per fermarlo prima dello stallo al fine di entrare prima degli altri compagni e occupare così le posizioni più ambite. Nel fare ciò gli studenti si attaccano alle portiere e alle parti sporgenti dell'autobus quando questo è ancora in movimento, con evidente pericolo per gli stessi ragazzi, nonché per i veicoli che sopraggiungono (ciò in quanto l'autista è costretto a fermarsi repentinamente in mezzo alla carreggiata per evitare l'investimento o il trascinamento degli studenti aggrappati)».

Per questo motivo, l'avvocato Nieddu invitava le Autorità competenti «a voler attuare con cortese sollecitudine gli opportuni provvedimenti al fine di disincentivare i ragazzi a questa insana e pericolosa pratica. Per quanto di competenza della compagnia di trasporti, occorrerebbe indicare agli autisti delle chiare direttive di comportamento da attuare in tali circostanze».
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