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Red 28 novembre 2017
Circa 3mila visitatori totali, sold out gli spettacoli serali, degustazioni e convegni, alto gradimento dei trentuno gestori di siti e musei partecipanti al workshop, piena soddisfazione degli espositori di prodotti agroalimentari e artigianali, entusiasmo, in particolare dei più giovani, per rievocazioni storiche e laboratori didattici. È in sintesi il resoconto della quarta edizione
Barumini: cala il sipario sull´Expo


BARUMINI – Circa 3mila visitatori totali, sold out gli spettacoli serali, degustazioni e convegni, alto gradimento dei trentuno gestori di siti e musei partecipanti al workshop, piena soddisfazione degli espositori di prodotti agroalimentari e artigianali, entusiasmo, in particolare dei più giovani, per rievocazioni storiche e laboratori didattici. È in sintesi il resoconto della quarta edizione dell’Expo del turismo culturale, organizzato dalla Fondazione Barumini sistema cultura, in collaborazione con il Polo museale della Sardegna, svoltosi nel week-end appena trascorso al Centro culturale G.Lilliu di Barumini, che si trova accanto all’area archeologica di Su Nuraxi (da vent’anni unico sito Unesco della Sardegna), e nel parco archeologico e nel museo Genna Maria di Villanovaforru. I due luoghi-simbolo della civiltà nuragica (e di tutta l’archeologia sarda) hanno ospitato un evento che si conferma polo di aggregazione per le realtà archeologiche e museali dell’Isola e che apre nuove ed incoraggianti prospettive per il segmento turistico più attrattivo: due terzi dei viaggiatori di tutto il mondo si muove in primo luogo per motivazioni culturali.

Dall’evento giunge un messaggio chiaro e forte: sta nascendo una nuova visione del turismo culturale finalizzata allo sviluppo dei territori dell’entroterra sardo, un cambiamento in chiave di generazione di nuove imprese specializzate nel settore e di innovativi “linguaggi” di divulgazione e fruizione dei beni archeologici. «“Il settore turistico-culturale”, asset strategico di sviluppo della Regione, deve diventare traino di presenze turistiche nel corso di tutto l’anno, in particolare da ottobre a giugno – ha spiegato l’assessore Barbara Argiolas presentando la manifestazione promossa dall’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio – lavorando affinché monumenti e siti sardi passino da “semplici” attrattori unici al mondo, ma da visita di un giorno, a centri attorno a cui strutturare un’offerta di vacanza completa, che includa tutte le esperienze possibili sul territorio attorno (paesaggi e ambiente, artigianato ed enogastronomia), sia che si tratti di uno short break che di un soggiorno più lungo da fruire nella località del sito. La creazione di flussi costanti – ha aggiunto - è stimolo per generare attività imprenditoriali». Nel convegno inaugurale più volte è stata sdoganata la parola “impresa”, in altri tempi tabù a proposito di beni culturali. Al centro del dibattito, l’integrazione tra tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e sua fruizione e promozione turistica, di una nuova “partnership” tra cultura e turismo, ossia «la chiave del futuro della Sardegna – ha affermato il vicepresidente della Regione Raffaele Paci – da questo connubio dobbiamo ripartire per generare occupazione e ricchezza passando da patrimonio “statico” a risorsa su cui Istituzioni e imprese possano investire e dove i giovani facciano fruttare le loro competenze».

«La vera “sfida” – ha spiegato Gianluca Lioni, portavoce del ministro dei Beni culturali e Turismo Dario Franceschini - è puntare su peculiarità identitarie e autentiche che rendono unica e irripetibile l’offerta turistico-culturale isolana, un’offerta senza confronti nel mondo». I relatori, tra cui Giovanna Damiani (direttrice del Polo museale della Sardegna, che rappresenta quattordici musei) e Roberto Concas (direttore di Su Nuraxi e del Museo archeologico nazionale di Cagliari) hanno portato ad esempio il modello aziendale rappresentato dalla Fondazione Barumini sistema cultura, unica nel suo genere in Sardegna (con cinquantatre dipendenti “fissi”), che gestisce l’area archeologica de Su Nuraxi e Casa Zapata. I due “gioielli” locali che nel 2017 toccheranno quota 140mila visite (un quarto circa di quelle totali dei musei sardi), primi per presenze, davanti alla Cittadella dei musei di Cagliari ed al Compendio garibaldino di Caprera). «Abbiamo dimostrato – ha spiegato il sindaco Emanuele Lilliu - che si può e si deve investire nel patrimonio culturale, farlo diventare una risorsa-chiave di sviluppo territoriale, di crescita costante e duratura». Lilliu ha sottolineato l’importanza strategica delle sinergie istituzionali strette da Comune e Fondazione, non a caso la quarta edizione dell’Expo è stata organizzata in collaborazione col Comune di Villanovaforru, rappresentato nei convegni dal sindaco Maurizio Onnis.

Nella foto: l'assessore regionale Barbara Argiolas
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