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Red 29 novembre 2017
Le richieste dell’Università degli studi di Cagliari al Consiglio regionale: nella manovra 2018-2020, più fondi per il diritto allo studio, visiting professor, mobilità studentesca e master. l’Ateneo cresce e migliora in numerosi indicatori
UniCa chiama la Regione


CAGLIARI – Ieri mattina (venerdì), il Senato accademico dell’Università degli studi di Cagliari ha approvato all’unanimità un’interrogazione presentata dai rappresentanti degli studenti di UniCa 2.0 che chiede l’estensione della "no tax area” oltre l’attuale fascia Isee di 13mila euro. Si tratta della soglia di reddito sotto la quale chi si iscrive all’Università è esonerato completamente dal pagamento delle tasse. La richiesta dello stanziamento necessario ad attuare l’allargamento della soglia (fatta propria quindi dal magnifico rettore e dall’Ateneo) è contenuta in un documento inviato alla Terza Commissione del Consiglio regionale della Sardegna, insieme ad altre osservazioni dell’Università di Cagliari sulla Manovra di Bilancio 2018-2020 attualmente in discussione.

La lettera firmata da Maria Del Zompo parte da un’analisi dei risultati raggiunti dall’Ateneo del capoluogo anche grazie al sostegno del Consiglio regionale. Spicca il dato del tasso di occupazione e disoccupazione a cinque anni dalla laurea: nelle ultime tre indagini Almalaurea, l’Ateneo cagliaritano registra performance migliori rispetto alla media degli atenei del sud e delle isole, nonostante la criticità della diminuzione delle risorse determinata da indicatori squilibrati, come il mancato riconoscimento dell’insularità e della bassa densità di popolazione della Sardegna. Un netto miglioramento si è avuto anche nel posizionamento di UniCa nel sistema universitario rispetto al parametro fondamentale relativo alle politiche per la didattica, costituito dal numero di studenti regolari (passato da 13.750 del 2013-14 a 14.287 del 2014-15). Da sottolineare la sostanziale tenuta del numero totale degli iscritti nell’ultimo triennio. L’Ateneo di Cagliari risulta essere ai primi posti in Italia sulla base dei due indicatori scelti per l’attribuzione della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario: la proporzione di crediti formativi universitari conseguiti all’estero dagli studenti regolari sul totale dei cfu conseguiti dagli studenti entro la durata normale del corso e la proporzione di professori assunti nell’anno precedente non già in servizio nell’Ateneo.

«Si tratta di risultati raggiunti per effetto dello sforzo di tutto l’Ateneo – commenta il rettore Del Zompo – per portare avanti la missione dell’alta formazione per gli studenti sardi e proseguire sulla strada dell’eccellenza nella ricerca con le relative ricadute sul territorio». Quindi le richieste dell’Ateneo al Consiglio regionale, contenute nel documento firmato dal magnifico. Oltre ad un contributo che consenta di innalzare la soglia Isee a sostegno del diritto allo studio universitario degli studenti sardi, come chiesto dai rappresentanti degli studenti e dal Senato accademico, l’Università degli studi di Cagliari sottolinea la necessità di stanziare 800mila euro complessivi per gli Atenei sardi (di cui 450mila per UniCa) per le esigenze finanziarie dei corsi di laurea delle professioni sanitarie e chiede di ripristinare il finanziamento sui visiting professors, attualmente azzerato (nella precedente Manovra erano stanziati 500mila euro), destinando una quota del contributo per lo svolgimento di attività all’estero da parte dei ricercatori dei due Atenei sardi. L’Ateneo chiede inoltre il ripristino dello stanziamento del 2017 per la mobilità studentesca (riportandolo ai 3milioni previsti) e 500mila euro in più sulla somma da destinare all’Ersu di Cagliari per i contributi fitto casa per gli studenti. Si chiede infine un milione di euro per rifinanziare i programmi di alta formazione per consentire l’attivazione dei Master nei due atenei sardi.
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