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Alguer.itnotiziealgheroSpettacoloTeatroQuesta è la vita per Riccardo Rossi
Red 11 dicembre 2017
In tournée nell´Isola, sotto le insegne del Cedac, “That´s Life!”, di e con l´attore e comico Riccardo Rossi, volto noto del grande e del piccolo schermo. Si parte oggi, alle 21, dal Teatro Civico di Alghero, dove inaugurerà la Stagione del Cedac. Poi martedì a Macomer, mercoledì a Santa Teresa di Gallura e giovedì a Tempio Pausania
Questa è la vita per Riccardo Rossi


ALGHERO - Il senso della vita secondo Riccardo Rossi: s'intitola “That's Life!” il nuovo e divertente spettacolo dell'attore e comico romano, scritto a quattro mani con Alberto Di Risio (noto ed apprezzato autore di testi per il teatro, la radio e la televisione e storico collaboratore di Rosario Fiorello), che firma anche la regia, in tournée nell'Isola sotto le insegne del Cedac, nell'ambito del Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna. Un travolgente one-man-show costruito sul talento e l'(auto)ironia dell'eclettico artista, formatosi alla scuola di Gigi Proietti e con all'attivo un'intensa carriera fra teatro, cinema e televisione, in scena in prima regionale oggi (lunedì), alle 21, al Teatro Civico di Alghero, dove aprirà la Stagione di prosa e danza 2017-18, per approdare domani, martedì 12 dicembre, al Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura di Macomer; mercoledì 13, al Teatro “Nelson Mandela” di Santa Teresa di Gallura; giovedì 14, al Teatro del Carmine di Tempio Pausania. Tutti gli spettacoli saranno alle 21.

Tra ineludibili questioni e dilemmi esistenziali, nonché mode e consuetudini della civiltà dell'apparire, affiora un vivido affresco di varia umanità: Rossi si confronta l'inarrestabile scorrere del tempo ed il susseguirsi delle diverse “stagioni” (dalla giovinezza alla maturità) giocando con gli stereotipi e le piccole idiosincrasie, mettendo a nudo le imperfezioni, le fragilità e le debolezze, gli errori e le goffaggini con umorismo ed allegria, in un paradossale inno alla vita. Se «da adolescenti seguivamo le mode e vestivamo tutti allo stesso modo, superati i cinquanta facciamo tutti più o meno quattro conti con esami clinici e check-up fisici vari, a quaranta “è l’età migliore”, a venti “magari averceli ancora”... E a 90? “ad arrivarci…”»: tra ricordi e rimpianti, gioie e dolori, l'attore romano indaga le metamorfosi del corpo e della mente ed i mutamenti di prospettiva, a seconda dell'età, in un ideale dialogo con il pubblico, implicitamente invitato a guardarsi allo specchio per riconoscersi e ritrovarsi in questo personalissimo (auto)ritratto d'artista. Lo spettacolo è un viaggio alla (ri)scoperta di quelle caratteristiche genetiche e di quei segni particolari che ci fanno uguali e diversi, individui di una medesima specie, tutti appartenenti alla stessa razza umana, soggetti ai condizionamenti culturali e sociali, influenzati dalle mode, dalle tradizioni, dai pregiudizi e dalle paure, ma con l'illusione di essere unici e “speciali”, capaci di pensare con la nostra testa e soprattutto di essere i primi al mondo a provare certi sentimenti ed emozioni. La scoppiettante pièce (quasi una stand-up comedy) propone una dettagliata analisi di attitudini e comportamenti, che cambiano con l'avanzare degli anni, così che le insormontabili tragedie dell'adolescenza appaiono irrisorie, da grandi, quando ci si guarda indietro con nostalgia, cercando invano di ritrovare quell'entusiasmo, quegli slanci, quella “purezza” ormai sostituita dalla “saggezza” derivante dall'esperienza.

Splendidi 40enni, esuberanti 30enni, incauti o impacciati 20enni si ritrovano al centro della scena (accanto ai loro fratelli maggiori ormai avviati verso la maturità ed oltre) inseriti in una narrazione in chiave autobiografica: «dopo i cinquant'anni, in genere si sente il bisogno di fare un bilancio, io ho pensato di raccontare tutto quello che passiamo nella vita, individuando le esperienze comuni, quei “passaggi obbligati” in cui ritengo che chiunque possa riconoscersi – racconta Riccardo Rossi - Fonti di ispirazione siamo io e i miei amici, con le nostre esperienze, quello che ci è successo in questi primi cinquant'anni e per quanto riguarda il futuro, quello che ci aspetta dopo la soglia dei cinquanta, ho interrogato altri amici più grandi: sono tutte testimonianze, storie di vita vissuta - prosegue - “That's Life!” segue un filo cronologico, con Alberto Di Risio abbiamo diviso lo spettacolo per “fasce d'età”: da zero a quindici anni c'è l'età dell'incoscienza, fino ai trentacinque l'età della “prateria” nel senso che la vita sembrava non dovesse ne potesse finire mai, poi dai trentacinque ai quarantacinque anni cerchi di recuperare quello che non hai fatto prima e arrivati ai cinquanta inizia “l'ultimo valzer”, poi dopo i sessanta si entra nella sfera degli “Highlanders” e i novanta... “ad arrivarci!”». La Sardegna è per Rossi un luogo d'elezione, legato ad un momento cruciale della sua carriera: «il mio debutto come animatore – il mio primo lavoro importante - è stato nel 1983 sull'Isola di Santo Stefano a La Maddalena: insomma un po' come Fiorello, solo che lui era già famoso, e mi chiedevano “ma c'è Fiorello? No, ci sono io!”», scherza, ma non troppo rievocando un'epoca ormai quasi leggendaria. «Me lo ricordo molto bene, c'era ancora l'Alisarda, non Meridiana... io ho volato con Alisarda!» dice, e sembra quasi di vederlo quell'aeroplano, in un salto indietro nel tempo. «A Sassari (vicino ad Alghero, quindi) ho fatto l'“Histoire du Soldat” nel 2005 con la regia di Michal Znaniecki: era mia la “voce recitante” della Suite su libretto di Ferdinand Ramuz, con musiche di Igor Stravinskij e poi ho girato un po' l'Isola come turista, ma sempre mordi e fuggi, senza fermarmi nemmeno una notte».

La tournée sotto l'egida del Cedac (che tocca quattro città) sarà quindi l'occasione per visitare altre parti dell'Isola : del suo lavoro l'artista apprezza anche «il piacere di girare il mondo, anche l'epoca degli “scavalcamontagne” è tramontata, una volta si facevano duecento repliche l'anno, oggi quando ne fai cinquanta o sessanta apri lo champagne. Noi attori siamo fortunati, abbiamo l'occasione di poter conoscere il nostro meraviglioso Paese e spesso ci capita di mangiare al ristorante, dove i proprietari ci tengono a farci assaggiare le prelibatezze del luogo», in un interessante e “gustoso” intreccio tra cultura e tradizioni. Tra i prossimi impegni, oltre alle date della tournée con “That's Life!”, un «Capodanno in teatro a Roma» ed il debutto del nuovo spettacolo “W le donne! Tutte le donne della nostra vita”, un omaggio all'universo femminile, con la consueta cifra ironica e vagamente surreale. Riccardo Rossi conclude esprimendo tutta «la mia ammirazione per un un pubblico che invece di trascorrere una serata davanti alla televisione, si mette il cappotto, prende la macchina (dopo che aveva parcheggiato così bene...) per venire a teatro!».

Nella foto: Riccardo Rossi
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