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Red 16 dicembre 2017
«Intanto il prezzo del Pecorino romano continua a salire», sottolineano i vertici della Coldiretti Sardegna nel loro Dossier latte, presentato martedì
«Crolla la produzione di latte a dicembre»


CAGLIARI - Crolla la produzione e cresce la richiesta di latte. Da una rilevazione di Coldiretti Sardegna su un campione di trenta pastori di tutta la Sardegna, con una media di trecento–seicento pecore, emerge che nelle prime due settimane di dicembre la produzione è crollata in media del 20percento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Trend negativo che, visti i presupposti con i pascoli senza un filo d’erba, dovrebbe purtroppo confermarsi anche per i prossimi mesi. Siccità, scarsa preparazione del bestiame, meno parti stanno condizionando la campagna del latte. E visto il crollo della produzione cresce la richiesta di latte dal mondo della trasformazione che rischia di non andare a regime con le produzioni e di lavorare meno rispetto alle proprie capacità. Per questo, crescono di giorno in giorno le richieste di latte che arrivano ai pastori dai trasformatori. Ad alcuni sono arrivate anche proposte di contratto pluriennali (anche di tre anni), come raramente si erano prima viste in Sardegna.

Che l’annata avesse messo in ginocchio i pastori era noto da tempo. Ma adesso si continuano a pagare pesanti le conseguenze, anche perché il clima continua ad essere inclemente verso il mondo delle campagne. Le mancate precipitazioni hanno lasciato i campi radi, senza un filo d’erba ed il freddo e le gelate di questi ultimi giorni hanno completato l’opera. Inoltre, nei mesi precedenti, i pastori già con le tasche vuote al termine di un annata in cui non sono riusciti a pagarsi i costi di produzione a causa di una remunerazione del latte a 50-60centesimi al litro, si sono visti costretti anche ad acquistare il fieno a causa della siccità. Tutto questo ha portato a tagliare le spese dell’alimentazione e cura del bestiame che oggi si pagano tutte. Come se non bastasse, da fine luglio è ricomparsa la lingua blu, che ha causato un’alta percentuale di aborti e reso improduttive molte pecore. Intanto, il prezzo del Pecorino romano sale vertiginosamente. Come rivelato dal Dossier latte presentato martedì da Coldiretti Sardegna, rispetto al prezzo minimo toccato quest’anno (4,20euro al chilogrammo), il costo della Dop sarda è già cresciuto del 70percento e continua a crescere. L’ultima rilevazione di Clal lo da a 7,25euro al chilo. Dalla rilevazione condotta da Coldiretti Sardegna sulla produzione di latte nelle prime due settimane di dicembre, risulta che nel sud Sardegna rispetto allo stesso periodo di un anno fa è crollata del 30percento. L’esempio eclatante arriva da un gruppo di pastori che un anno fa mungeva 5.500litri ogni due giorni e che quest’anno arriva a malapena 6.500 in tutta la settimana.

Nel Sulcis, la situazione non cambia dove la maggior parte dei pastori sta tagliando di netto i costi rinunciando in molti casi anche alla rimonta (non stanno allevando agnelli). Nel centro Sardegna (Oristanese e Nuorese) e nel Sassarese, la riduzione del latte è leggermente contenuta e si attesta intorno al 20percento. In media, negli ovili dove lo scorso anno in questo stesso periodo si mungevano 200litri di latte, adesso si è scesi a 160. «Purtroppo è un quadro che conosciamo troppo bene – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – I tanti fattori negativi che si sono condensati quest’anno hanno indebolito il comparto costringendolo a tagliare le spese e rendendo le greggi meno produttive. E’ un cane che si morde la coda. La notizia positiva arriva dalle vendite del Pecorino romano, con il prezzo che è salito e continua a salire. Le ultime rilevazioni di Clal pubblicate dopo la presentazione del nostro Dossier sul latte lo danno a 7,25euro al chilogrammo, +1percento rispetto a cinque giorni prima. Questi sono tutti elementi che diamo ai pastori affinchè li valutino e abbiano gli strumenti per poter contrattare o ricontrattare il proprio latte». «Il prezzo del latte deve salire – sostiene il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - è lo stesso mercato, sbilanciato questa volta sulla richiesta di latte che scarseggia che lo chiede. Un contributo positivo è sicuramente stato dato anche dal pegno rotativo che ha contribuito a sbloccare il mercato del Pecorino romano, congestionato dalla sovrapproduzione dell’annata 2015–2016. Ma proprio per questo adesso non è più rinviabile una cabina di regia per gestire le produzioni di latte e formaggio».
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