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M.P. 20 dicembre 2017
Filippo Canu, don Sanna, Gian Piero Cubeddu, Centro studi basilica san Gavino, don Manconi, Circolo della stampa turritana: la valorizzazione della città di Porto Torres è ciò che ha accomunato questi protagonisti e autori del libro “Gratitudine”, presentato di recente nella sala Canu davanti a un folto pubblico
Porto Torres: un folto pubblico celebra il libro Gratitudine


PORTO TORRES - Filippo Canu, don Sanna, Gian Piero Cubeddu, Centro studi basilica san Gavino, don Manconi, Circolo della stampa turritana: la valorizzazione della città di Porto Torres è ciò che ha accomunato questi protagonisti e autori del libro “Gratitudine”, presentato di recente nella sala Canu davanti a un folto pubblico. L’opera - che ripercorre il trentennale del dramma sacro Martirio a Turris - è stata fortemente voluta da monsignor Antonio Giuseppe Manconi, rettore emerito della basilica di San Gavino.

Ma nell’intenzione degli autori, oltre a omaggiare l’opera di Filippo Canu, s’intravede l‘intento di mettere al centro la grande ricchezza umana, spirituale e culturale di Porto Torres, per usare le parole del moderatore, giornalista (e tra gli autori) Gianni Bazzoni. Don Manconi, mostrando la sua proverbiale caparbietà, ha ripercorso le tappe che portarono alla messa in scena del dramma sacro, frutto anche di preziosi documenti di cui il parroco era venuto in possesso e utili a Filippo Canu per redigere la sceneggiatura dell’opera teatrale.

Ma Martirio a Turris, come detto, è un’opera che ha coinvolto tante persone, che in un modo o nell’altro erano entrate in contatto con Filippo Canu. Il giornalista Bazzoni ha rievocato alcuni aspetti collegati al contributo fornito dal Coro Polifonico Turritano creato e diretto da don Antonio Sanna, oltre ai Cantori della Resurrezione (che durante la presentazione hanno eseguito alcuni brani), il quale curò la colonna sonora della rappresentazione sacra. Bazzoni si è soffermato con toni commoventi nel tracciare il percorso spirituale e artistico, e il prezioso contributo reso da don Sanna alla città e alla Sardegna.

Insieme al giornalista Emanuele Fancellu ha ricordato alcuni aneddoti collegati alla raccolta di testimonianze sull’opera di Filippo Canu, in particolare quelle attinte da don Antonio Sanna. Altrettanto preziosi per ricostruire la biografia di Canu, gli interventi dell’epigrafista Giuseppe Piras, dello storico e già voce del Coro Polifonico Gian Carlo Pinna, degli attori della Compagnia Teatro Sassari Teresa Soro e Mario Lubinu. Il giornalista Alessandro Pinna, fondatore del Circolo della Stampa Turritana, ha raccontato come nacque l’idea di intitolare la sala conferenze a Filippo Canu, ripercorrendo il memorabile sabato 16 Maggio 2009. “In quella data con il sindaco Luciano Mura, la signora Luisa Temussi moglie di Canu, i figli Stefano e Michele, le sorelle di Filippo Nuccia e Giannina e il marito Mario Laconi, scoprimmo la targa che intitolava la sala al giornalista e scrittore turritano, direttore del Gr2 e dirigente Rai», ha detto Alessandro Pinna.
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