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Red 24 dicembre 2017
La Regione autonoma della Sardegna ha individuato nuove soluzioni organizzative per la gestione dei flussi migratori non programmati. L’obiettivo è quello di rafforzare l’attuale modello di governance locale fondato sulla costante collaborazione con le Prefetture per la fase dell’accoglienza e con gli amministratori locali per agevolare i processi di inserimento sociale dei migranti e per potenziare la rete Sprar
Sprar, potenziata l'accoglienza


CAGLIARI - La Giunta regionale ha individuato nuove soluzioni organizzative per la gestione dei flussi migratori non programmati. L’obiettivo è quello di rafforzare l’attuale modello di governance locale fondato sulla costante collaborazione con le Prefetture per la fase dell’accoglienza e con gli amministratori locali per agevolare i processi di inserimento sociale dei migranti e per potenziare la rete “Sprar-Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Con una delibera appena approvata, viene prevista la costituzione, nel'Assessorato regionale degli Affari generali, di un'Unità di progetto per assicurare il coordinamento delle azioni di ciascuna struttura dell’Amministrazione regionale chiamata a dare il proprio contributo nelle diverse fasi dell'accoglienza. L’assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu, nel quadro organizzativo che viene delineato, assume il ruolo di referente politico per la gestione dei flussi migratori non programmati.

A maggio, la Giunta ha dato il via libera all’aggiornamento del Piano per l’accoglienza dei flussi migratori non programmati per consolidare il sistema di accoglienza di primo e secondo livello e per rispondere in modo sempre più efficace all’arrivo dei migranti, nel rispetto delle norme internazionali, assicurando azioni coordinate ed interventi mirati. Il Piano contempla in tutto undici linee d’azione per perseguire i diversi obiettivi, divisi per settore, tramite azioni concordate con gli assessorati competenti. Inoltre, la Giunta ha sottoscritto con Prefetture ed Anci due protocolli d’intesa per il rafforzamento del sistema dell’accoglienza diffusa e per l’avvio di progetti di volontariato sociale rivolti ai richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza e nella rete Sprar.

In queste ultime settimane, nel campo del volontariato sociale, sono pervenute diverse proposte da parte di associazioni del Terzo settore. Coinvolgono circa ottanta migranti dei centri di accoglienza dei Comuni di Elmas, Lunamatrona, Sanluri, Valledoria, Trinità d’Agultu e Vignola e Sarule. In quest'ultimo Comune, il 15 dicembre, alla presenza dell'assessore Spanu e del prefetto di Nuoro Carola Bellantoni, è stata sottoscritta la convenzione per il concreto avvio dei progetti di volontariato sociale.

Intanto, è in progressivo calo il numero dei migranti ospitati nei centri di accoglienza straordinaria della Sardegna. Attualmente, sono 4998 i richiedenti asilo che vivono nei centri di accoglienza dell'Isola e 277 fanno riferimento alla rete Sprar. In Sardegna sono attivi 147 centri di accoglienza straordinaria e dodici progetti Sprar. I Cas sono così distribuiti: dodici in provincia di Nuoro, ventidue in provincia di Sassari, tredici in quella di Oristano e novanta nella provincia di Cagliari.
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