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Alguer.itnotiziealgheroOpinioniAmbientePiù si differenzia, più si ricicla, colossale menzogna
Enrico Muttoni 27 dicembre 2017
L'opinione di Enrico Muttoni
Più si differenzia, più si ricicla, colossale menzogna


La Regione Lazio ha chiesto alla Regione Emilia Romagna di darle un aiuto per lo smaltimento dei rifiuti urbani di Roma. In pratica si tratterebbe della possibilità di smaltire i rsu della Capitale nell'impianto di Parma, una città che ha un decimo degli abitanti. Detto così, sembra un problema insignificante: in realtà l'esecuzione di un servizio indifferibile ed indispensabile diventa teatro di una lotta socio-politica da contradaioli medioevali. Va chiarito che lo smaltimento dei rifiuti è in capo, per legge, alle Amministrazioni regionali, laddove la raccolta ed il conferimento spetta ai Comuni. Ne deriva che le due Regioni, a guida Pd, dovranno interessare i due Comuni a guida 5Stelle: anche se ufficialmente Pizzarotti ha sdegnosamente lasciato il Movimento. A questo punto, le incongruenze raggiungono la massa critica, e c'è da attendersi un'esplosione. Ufficialmente, tutte le parti in causa sono rigorosamente ambientaliste (nel senso deteriore del termine) ovvero osteggiano il trattamento dei rifiuti per via termica, data la presunta pericolosità del processo di combustione. Sostenendo la possibilità di un riciclo degli stessi fino ad azzerarli. Pizzarotti infatti si accomodò sulla poltrona di sindaco promettendo il rapido spegnimento del termovalorizzatore cittadino. Salvo poi accorgersi che quell'impianto è ormai parte vitale del territorio, esattamente come lo è il basso intestino nel corpo umano. Se Roma troverà questa via di sfogo, sarà dunque per un accordo stipulato tra quattro Enti che si guardano in cagnesco, in quanto anche i due a governo Pd avranno da ridire.

Sopra le bassa parmense, a debita distanza, come l'astronave marziana di “Independence day” incombe la Iren, società proprietaria e di gestione dell'impianto di smaltimento di Parma. La quale ha il suo daffare per gestire le richieste dei Comuni vicini e lontani che la implorano perché vengano costì trattati i loro rsu. Roma, perciò, costituirebbe un incomodo gigantesco, e inamovibile. La Iren finalizza il rifiuto, che arriva in forma differenziata dalla raccolta, senza riciclo. Tanto è vero che, secondo quanto riportato dal sito, solo prossimamente lo smaltimento contemplerà una sorta di recupero dal mix carta+plastica+indifferenziato. Questo significa pure che l'impianto può funzionare solo grazie al lavoro nero dei cittadini che, differenziando il rifiuto, lo arricchiscono nella componente combustibile. A parere di chi scrive, questa selezione potrebbe essere fatta a macchina, certo sacrificando parte dei lucrosi utili. Naturalmente la Iren, già grande, ha vivacissimi programmi di sviluppo, bilanci sfavillanti, e rendimenti da sogno. Contemporaneamente, i Comuni sono in continuo sforzo per fornire all'impianto di smaltimento un materiale sempre più appetibile, e sempre più abbondante: la quota di rifiuti differenziati deve essere di anno in anno sempre più elevata. Tutto ruota su un equivoco e, come spesso accade ai nostri tempi, su un travisamento dei termini e su una subdola psicologia. I cittadini, infatti, sono indotti a pensare e si convincono che più si differenzia, più si ricicla: una colossale menzogna. Dal punto di vista tecnologico, in materia di rifiuti, è peraltro difficile trovare di meglio. Nel bellissimo stabilimento di Parma, i rifiuti fanno la fine che devono fare, restituendo la poca energia che contengono, e riducendosi a inerti: alla faccia del sindaco, che però, temo, avrà a questo punto cambiato opinione in merito. Non per nulla ha abbandonato il M5s: Movimento che ha forse scoperto che per salvare Roma, questa è l'unica via praticabile.

A sud-ovest di Parma, su un'isola semideserta chiamata Sardegna, c'è una graziosa cittadina affacciata su un meraviglioso mare: Alghero. Alghero si dibatte da tempo con i problemi della sua nettezza urbana. Seguendo la moda, si comporta come molte amministrazioni in Italia: senza buonsenso. In parte è obbligata: la Regione Sardegna infatti, titolare dello smaltimento rifiuti, ha proceduto in disordine. Sarebbe bastato infatti, a suo tempo, allestire in ogni zona industriale un impianto di trattamento rifiuti, per risolvere ogni problema in merito. Da notare che in Sardegna l'utilizzo dei quattro termovalorizzatori in esercizio la rende una delle Regioni italiane meglio attrezzate. La provincia di Sassari è però priva di un termovalorizzatore (situati rispettivamente a Macchiareddu, a Ottana, a Tossilo e a Villacidro), con proibitivi costi di conferimento. Gli algheresi pertanto sono costretti a differenziare i rsu senza sapere quale sarà la loro destinazione. Preda del famoso giochetto psicologico: Differenzio (a mano), quindi riciclo, continueranno a essere assillati dalle raccomandazioni del Comune, e dall'aumento strisciante delle tariffe. Come i milanesi, che pagano una Tari moderatamente alta, ma pagano pure i portinai che gestiscono la spazzatura condominiale. Sarebbe ora che il nord Sardegna allestisse almeno due impianti come quello di Parma: da collocare in zona industriale. Uno sicuramente nella Nurra, nell'area del petrolchimico di Porto Torres (ma anche a San Marco): nel fortunato caso di un riciclo, la plastica si troverebbe pure nel posto giusto. L'infinita serie di menzogne che tiene in piedi il sistema attuale è però così redditizia da richiedere tempo per il suo smantellamento. Iniziamo il nuovo anno col ripeterci che il tempo è galantuomo.
Commenti
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