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Marco Di Gangi 27 dicembre 2017
L'opinione di Marco Di Gangi
Il governo del turismo spetta al pubblico


L’Amministrazione Bruno non perde il suo vizio genetico: attribuire ad altri la responsabilità di tutto ciò che di negativo avviene in città. Per quel poco che va bene invece la musica é diversa: tutto merito dell’operato incessante e infallibile di Bruno e compagni. Lo scenario non cambia anche quando ad intervenire é chi agisce in nome e per conto dell’Amministrazione e ne propaga la voce. La campagna mediatica pre-elettorale concertata dai media amici dell’attuale Maggioranza regionale e cittadina si caratterizza per un messaggio ben preciso: “la crisi, in particolare quella turistica, che oggi incombe sul nord-ovest della Sardegna ha origini ben precise: l’incapacità del territorio e perciò dei suoi imprenditori turistici di valorizzare e rendere appetibile la destinazione”.

Così si glissa su quello che ancora oggi é il problema dei problemi: un sistema dei trasporti incapace non solo di soddisfare le esigenze turistiche, ma ancor di più quelle dei residenti, se a cavallo delle feste si rendono necessari incrementi straordinari dei posti aerei per fronteggiare l’insufficienza di quelli ordinari. Come se questo fosse un dato imprevedibile e non preventivamente programmabile. Con questo ritornello ripetuto e amplificato fino allo sfinimento e a più voci chi é il principale artefice dell’attuale situazione cerca ovviamente di scaricare su altri le proprie gravissime responsabilità. Il totale fallimento della Giunta Bruno nel governo del turismo nella promozione del territorio, nella programmazione e nella promozione degli eventi é un dato di fatto incontestabile.

Il governo del turismo non può partire dagli operatori privati: siano essi i gestori di un grande hotel, di un piccolo b&b o di un’attività di noleggio di auto. Senza una guida e una regia pubblica e senza la costituzione di un sistema di governo del turismo, capace di coinvolgere non solo a parole e responsabilizzare i privati, che pure devono fare la propria parte, si continuerà a navigare a vista. Suona perciò fuori luogo e decisamente stonata la recente dichiarazione del direttore della Fondazione Alghero, che ricordiamo é la stessa che dopo aver cancellato un dignitoso portale turistico multilingue lo ha sostituito con un’altro non certo migliore, ma soprattutto monolingue. In perfetta sintonia con il sindaco Bruno, si cerca infatti di far ricadere sugli operatori locali la mancanza di turisti: cari sindaco Bruno e direttore Sirena: accusare gli operatori di restare con le braccia conserte ad aspettare i turisti é un addebito ingeneroso, che prima e più di tutto certifica il vostro fallimento e la vostra incapacità. Cambiate musica, se ne siete capaci, sarete più credibili!

* vicecoordinatore regionale di Energie per l’Italia e presidente di Azione Alghero
Commenti
18/4/2018
Il sindaco di Alghero, invece, dopo aver richiamato l´eventualità di agire come “Rete metropolitana”, basa la propria idea di sviluppo turistico di Alghero in questo modo: passare dal concetto di Riviera del corallo a quello di Città del corallo
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