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Red 28 dicembre 2017
Dalla Colombia del “Cine Minga” una “Via Crucis” da prima nazionale. Il film del regista sudamericano Harold de Vasten inaugura domani un nuovo percorso della kermesse sotto la direzione artistica di Marco Antonio Pani. Prossime tappe a marzo 2018 a Cagliari, Solarussa e ad Asuni, con un’incursione a Sassari
Terre di confine film festival: anteprima ad Oristano


ORISTANO - Il lungometraggio “Via Crucis” del regista colombiano Harold de Vasten darà il via all’11esima edizione di Terre di confine film festival, la kermesse nata nel 2005 ad Asuni per diventare in pochi anni un rinomato appuntamento internazionale dedicato al confronto ed all’incontro fra realtà cinematografiche apparentemente lontane. Domani, venerdì 29 dicembre, prenderà il via così, alle 18.30, al Museo Diocesano di Oristano, una nuova avventura targata Marco Antonio Pani nella veste di direttore artistico. L’appuntamento rappresenta una speciale anteprima della rassegna, che si sposterà alla Cineteca sarda di Cagliari il 2 marzo 2018, per poi entrare nel vivo con le importanti tappe di Solarussa ed Asuni, con una breve incursione a Sassari.

Quest’anno, Terre di confine avrà per tema il fiume e l’acqua come luoghi di confine capaci di dividere ed unire popoli e terre, mentre il Paese ospite sarà non a caso la Colombia. A presentare l’anteprima, al fianco di Pani ci saranno i rappresentanti dell’associazione “Su Disterru”, organizzatrice dell’evento, ed Antonello Carboni, già direttore artistico del festival. La proiezione di Via Crucis è una prima visione nazionale che godrà di sottotitoli in italiano. Un esperimento di “Cine Minga” dal quale vengono fuori immagini ed atmosfere pervase di una poetica e di un senso dello humor decisamente popolare. È un film solo all’apparenza ingenuo, realizzato con la collaborazione di tutto il paese di Timbío, nella periferica provincia colombiana di Cauca. Sono solo sei gli attori e le attrici professioniste che prendono parte alle scene. La produzione è stata resa possibile grazie a donazioni e collette tipiche dello spirito della “minga”, un’iniziativa popolare con cui le popolazioni delle campagne si uniscono per costruire la casa del vicino, riparare un bene comune o aiutare una famiglia in difficoltà. Un singolare esempio del fatto che il cinema non nasca solo a Hollywood o a Bollywood, ma ovunque si siano menti creative, passione e buona volontà.

Il regista Harold de Vasten è lui stesso uno dei fondatori di “Cine Minga”, società di produzione cooperativa che ha come scopo quello di realizzare produzioni a bassissimo costo, coinvolgendo le popolazioni dell’interno più remoto della Colombia in vere e proprie imprese collettive che si trasformano in occasione di crescita culturale e sociale. Ad anticipare la proiezione, alle 17.30, al Museo Diocesano, sarà l’inaugurazione della mostra “Fotogrammi dipinti” del maestro Angelo Liberati, che cade in coincidenza con il momento conclusivo della rassegna “Il cinema siamo noi”, curata da Antonello Carboni. Il programma completo del festival sarà presentato alla Cineteca sarda di Cagliari il 2 marzo 2018, con la seconda giornata di anteprima che accoglierà proiezioni di corti, documentari ed un lungometraggio. La fase clou di Terre di confine partirà ad Oristano l’8 marzo, giornata della donna, con una tavola rotonda sulle figure femminili presenti nell’industria del cinema sardo, seguita dalla proiezione del film “Nel mondo grande e terribile”, diretto da Daniele Maggioni, Maria Grazia Perria e Laura Perini. I due appuntamenti centrali si terranno a Solarussa, dal 9 all’11 marzo, e ad Asuni, dal 15 al 18, con un passaggio infrasettimanale a Sassari.

Nella foto: il direttore artistico di Marco Antonio Pani
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