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Red 12 gennaio 2018
Questa mattina, nel corso dell´operazione “Ruote pulite”, i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Sassari hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare personale nei confronti di un funzionario dell’Agenzia delle entrate e della riscossione, di due coniugi, imprenditori, e di un prestanome
Sassari: funzionario dell´Agenzia delle entrate in manette


SASSARI - Questa mattina, nel corso dell'operazione “Ruote pulite”, i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Sassari hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare personale disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari Michele Contini, su richiesta del sostituto procuratore Mario Leo, nei confronti di un funzionario dell’Agenzia delle entrate e della riscossione, di due coniugi, imprenditori, e di un prestanome. Nello specifico, agli imprenditori ed al funzionario è stata notificata la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre il prestanome è stato destinatario della misura interdittiva dell’obbligo di dimora.

Il provvedimento giudiziario trae origine da diverse attività di verifiche fiscali, condotte anche nei confronti di un soggetto fallito, dalle quali è emerso, in particolare, che gli imprenditori, noti operatori del settore degli autotrasporti, avevano posto in essere, con la costante e fattiva complicità del funzionario, un articolato sistema criminoso finalizzato ad evadere le imposte dirette e l’Iva ed a sottrarsi al pagamento delle stesse. Ciò avveniva attraverso la creazione e gestione occulta di alcune società di comodo utilizzate come cartiere per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, in capo alle quali far gravare ingenti debiti tributari.

Le società di comodo, intestate al prestanome, venivano poi svuotate di ogni utilità e fraudolentemente trasferite in Paesi extracomunitari, nel tentativo di sottrarle sia ad eventuali accertamenti fiscali, sia alle procedure fallimentari connesse anche ai pesanti debiti tributari. Inoltre, gli imprenditori avrebbero distrutto o occultato gran parte della contabilità delle società coinvolte nel sistema criminoso per rendere più difficoltosa la ricostruzione del ciclo d’affari e delle reali operazioni svolte. L’attività fraudolenta ha generato in capo agli imprenditori indagati profitti da reati, derivanti dai conseguenti risparmi d’imposta, per l’importo ricostruito di circa 7,7milioni di euro. Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti, sono state eseguite, oltre che diverse perquisizioni locali, le ordinanze di sequestro per equivalente dei beni mobili ed immobili, dei conti correnti delle persone indagate e delle società coinvolte, finalizzato alla successiva confisca delle somme che hanno costituito il profitto dei reati, coincidente coi predetti risparmi d’imposta.
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