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Alguer.itnotiziesardegnaEconomiaLavoro › Credito artigiano: 252milioni per l´Isola
Red 13 gennaio 2018
252milioni di euro in meno, in cinque anni per il comparto artigiano della Sardegna. Si passa da più di un miliardo del 2011 per arrivare agli 826milioni del 2017. «Situazione creditizia ancora critica: la Politica guardi anche alle esigenze delle piccole imprese», dichiara il presidente di Confartigianato imprese Sardegna Antonio Matzutzi
Credito artigiano: 252milioni per l´Isola


CAGLIARI - 252milioni di euro di finanziamenti in meno in cinque anni e mezzo. Sono questi i dati della lunga crisi, senza soluzione di continuità dalla fine del 2011, del credito alle imprese artigiane della Sardegna. Al 31 dicembre 2011, si registrava un'erogazione di un miliardo e 078milioni di euro; a settembre 2013, i finanziamenti calavano di 175milioni attestandosi ad un totale di 903. Tre anni dopo, marzo 2016, ancora una flessione di 44milioni, per un saldo di 859milioni di euro. A dicembre dello stesso anno, si toccavano 844milioni di euro di erogazione, mentre a giugno dell’anno appena concluso, il saldo arrivava ad 826milioni. E’ impietoso il dossier “Trend del credito alle imprese artigiane della Sardegna a giugno 2017”, realizzato dall’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le Mpi su dati Artigiancassa e Banca d’Italia dal 2011 al giugno 2017, che è stato presentato questa mattina (sabato) nell’Assemblea di Confartigianato imprese Sardegna ad Abbasanta.

Il credito all’intero sistema produttivo della Sardegna, nell’ultimo anno è stato di 11miliardi 815milioni di euro, di cui 826 alle imprese artigiane; per queste ultime, in dodici mesi, i finanziamenti si sono ridotti di 40milioni, subendo un calo percentuale del 4,6percento. «I “rubinetti” del credito non accennano a riaprirsi – commenta Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato imprese Sardegna - una situazione che stenta ancora a ripartire e che, visto il trend, non ha nulla di incoraggiante per i prossimi mesi. Si è passati infatti da un rallentamento della contrazione sia nel dicembre 2016, sia a marzo 2017 (entrambe le rilevazioni erano al -1,7), contro la “ricaduta” di giugno 2017 con il -4,6percento. Sinceramente, un tonfo così non ce lo aspettavamo». Costantemente negativo, quindi rappresentativo della situazione regionale, è anche il trend a livello provinciale (giugno 2017-giugno 2016); la situazione peggiore si registra a Carbonia-Iglesias, con un crollo dei finanziamenti del 7percento, seguito dall’Ogliastra con -6,9percento, dal -5,7percento di Olbia Tempio e dal -5,5percento di Sassari. Il calo più ridotto a Oristano, con il -0,3percento. Nel totale erogato alle imprese artigiane, la fetta più consistente va a Cagliari con 228milioni di euro, seguita da Sassari con 168 e da Olbia Tempio con 143. Solo 29milioni di euro sono andati all’Ogliastra.

«I nostri dati – continua Matzutzi – dimostrano che la situazione creditizia delle imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione, rimane molto critica. Non bisogna abbassare la guardia. Serve un’attenzione della politica anche per le piccole imprese, in modo da trovare soluzioni che invertano questa tendenza. Il credito è il carburante indispensabile per rimettere in moto l’economia e ridare slancio e fiducia ai nostri imprenditori». Secondo Confartigianato Sardegna, se è vero che negli ultimi anni una buona parte delle imprese è entrata in crisi a causa di fattori diversi, come per esempio il rallentamento degli appalti pubblici, comportando di conseguenza anche la riduzione della domanda di credito del sistema produttivo, è pur vero che le banche giudicano “meno appetibili” le micro imprese ovvero hanno ancora “difficoltà” a comprenderne le esigenze. Inoltre, queste hanno anche la necessità di dare un rating all'azienda, vedere i bilanci anche se le imprese artigiane chiedono in prestito somme ridotte. «Non ci stancheremo mai di ripetere - prosegue il presidente - che per affrontare l’emergenza credito è fondamentale il ruolo dei Confidi artigiani, che in Sardegna operano numerosi, a supporto delle imprese che non dispongono di sufficienti garanzie reali richieste dal sistema bancario in modo generalizzato e di importi sempre più elevati, a volte anche superiori al finanziamento concesso. La riforma dei contributi regionali ai Fondi di garanzia dei Confidi, approvata nel 2015 non ha dato i frutti sperati». Nonostante la recessione e le restrizioni nell’accesso al credito, questi Istituti si sono confermati strumenti di prim’ordine per lo sviluppo dell’artigianato e della piccola impresa sarda. «Aspettiamo - chiosa il segretario regionale di Confartigianato Stefano Mameli - l’accelerata promessa sui bandi per gli incentivi agli investimenti. Sia per quelli già pubblicati sia con riferimento al cosìddetto “T0” (incentivo sino a 15mila euro, molto richiesto dalle microimprese) per cercare di dare una scossa al tessuto economico sardo e recuperare terreno: per le piccole imprese artigiane il denaro risulta ancora troppo scarso e, soprattutto in alcune province, troppo caro».
Commenti
21:26
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11:23
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