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Red 18 gennaio 2018
Viaggio tra culture e popoli sulle sponde dell´antico “mare nostrum” con lo storico spettacolo di Mauro Bigonzetti, che debutta domani sera, al Teatro Comunale di Sassari per approdare sabato sera e domenica pomeriggio all´Auditorium del Conservatorio G.Pierluigi da Palestrina di Cagliari, in una nuova versione pensata per i solisti ed il Corpo di ballo della Compagnia di Daniele Cipriani
Danza: Mediterranea sbarca in Sardegna


SASSARI - Si apre il sipario sulla Stagione di danza 2017-18 del Cedac, a Sassari ed a Cagliari. Sbarcano nell'Isola le suggestioni di “Mediterranea”, di Mauro Bigonzetti, tra eleganza e forza, sensualità e dinamismo, nella nuova versione firmata dal coreografo romano per la Daniele Cipriani entertainment. Un affascinante itinerario lungo le sponde dell'antico “mare nostrum”, con la coreografia creata nel 1993 per il Balletto di Toscana, poi rielaborata per le étoiles ed i danzatori del Corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano quindici anni dopo, nel 2008, ed infine riproposta a venticinque anni dalla prima in una nuova veste ripensata dall'autore per i solisti ed il Corpo di ballo della Compagnia di Daniele Cipriani.

La storica pièce apparsa come una folgorazione, simbolo dell'irrompere e dell'affermarsi della danza italiana nel mondo, scaturisce da una profonda conoscenza di tecniche e stilemi classici, reinterpretati con una sensibilità contemporanea e non senza lirismo e conserva intatta la sua dirompente forza espressiva ed evocativa nel descrivere le complicate dialettiche nei rapporti tra Oriente ed Occidente. Mediterranea, in cartellone domani, venerdì 19 gennaio, alle 21, al Teatro Comunale di Sassari e, in un duplice appuntamento, sabato 20, alle 21, e domenica 21, alle 17, all'Auditorium del Conservatorio “G.Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, racchiude in se la summa di una sapienza coreutica frutto di un'importante tradizione, intrecciata ad una pluralità di temi di scottante attualità, trasfigurati con potente lirismo in una seducente grammatica di corpi in movimento a ridefinire lo spazio, tra interazioni e contrasti, con intrecci di suoni e visioni, per dar vita a felici alchimie.

Un'opera decisamente contemporanea con salde radici nelle culture dei popoli che si affacciano sul “mare nostrum”, incentrata sull'amplesso “fatale” nel segno di Eros e Thanatos tra due figure emblematiche (l'uomo di terra e l'uomo di mare), che incarnano i due opposti in un dialogo tra civiltà, tra attrazione e paura dell'ignoto, curiosità e diffidenza, desiderio di conoscenza e difesa della propria identità. Sintesi di una storia millenaria, la pièce di Bigonzetti traccia un itinerario nel tempo e nelle complesse geografie delle aree che circondano il bacino del Mediterraneo, tra canti dell'esilio e musiche di festa, miti e leggende e memorie storiche, riti sacri e profani. Focus sulla bellezza in un susseguirsi di sequenze vorticose e metriche incalzanti giustapposti a passaggi più distesi, a rappresentare in una narrazione intrigante i diversi stati d'animo. tradotti in sequenze plastiche in costante mutazione, splendide sculture cangianti che compongono quadri in divenire.
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