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Alguer.itnotiziesardegnaPoliticaCultura › Spettacoli: cambiano i criteri per i contributi
Red 18 gennaio 2018
La Giunta regionale ha modificato i criteri per i finanziamenti a teatro, musica e danza. «Presto il disegno di legge», annuncia l´assessore regionale della Cultura Giuseppe Dessena
Spettacoli: cambiano i criteri per i contributi


CAGLIARI - Teatro, musica e danza: sono stati modificati i parametri per il finanziamento allo spettacolo dal vivo. Su proposta dell’assessore della Cultura Giuseppe Dessena, la Giunta regionale ha approvato le modifiche ai criteri previsti, ammodernando e adattando l'applicazione dell’articolo 56 della legge regionale 22/90.

«È una grande soddisfazione essere riusciti a modificare una delibera che permaneva da tanti anni, causando un diffuso e generale scontento del comparto - ha dichiarato Dessena - Sui criteri vigenti ci sono stati problemi ogni anno e richieste continue di modifiche da parte degli operatori dello spettacolo dal vivo. Si è giunti finalmente al risultato, attraverso modalità delle quali siamo particolarmente convinti e orgogliosi, ovvero con un tavolo inclusivo e partecipato insieme a tutti i rappresentanti del settore. Con loro ci si è più volte riuniti e si è discusso ogni dettaglio, facendo riferimento all’evoluzione del quadro normativo in materia. Ma più che alla composizione delle strutture abbiamo concordato di dare priorità alla valutazione dei progetti. Questo è solo un primo passo: da qui a breve riuniremo di nuovo il tavolo per parlare del disegno di legge».

Il percorso di ascolto intrapreso in questi mesi tra l’Assessorato ed i rappresentati delle organizzazioni dei settori ha portato a diverse modifiche dei criteri. Tra queste, l’introduzione di nuove tipologie di soggetti ammissibili, i requisiti di accesso al contributo regionale ed alle premialità ed alcuni aspetti concernenti la rendicontazione. «Al bando potranno accedere, per esempio, le compagnie che abbiano tre anni di attività invece che cinque – ha precisato l'assessore – e potranno inoltre partecipare le aggregazioni Ats e Ati (associazioni temporanee di scopo e impresa) che precedentemente non erano previste. Incentiviamo questa buona pratica con delle premialità. Il punteggio è stato sostanzialmente ricalibrato: dalla struttura, ovvero dalla capacità occupazionale e di gestione dei teatri, la valutazione si sposta agli elementi relativi a produzione, diffusione e organizzazione degli spettacoli».
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