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Alguer.itnotiziesassariSpettacoloTeatro › Teatro: Il padre a Sassari
Red 5 febbraio 2018
Focus sul dramma della perdita di se e sul rapporto tra genitori e figli nella piece di Florian Zeller, in cartellone questa sera, al Teatro Comunale, per uno struggente viaggio nei territori della malattia tra spunti di riflessione ed attimi di poesia, per la Stagione di prosa 2017-18 del Cedac, nell´ambito del Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna
Teatro: Il padre a Sassari


SASSARI - Viaggio nella mente offuscata e stravolta dalla malattia, tra ricordi che svaniscono ed immagini deformate e confuse, con “Il padre”, di Florian Zeller (Premio Molière 2014), nell'interpretazione intensa e convincente di Alessandro Haber (nel ruolo del protagonista) e Lucrezia Lante Della Rovere (perfetta nel ruolo della figlia amorevole), per la regia di Pietro Maccarinelli. La pièce del drammaturgo francese, in tournée nell'Isola sotto le insegne del Cedac, per la Stagione di prosa 2017-18, in cartellone oggi (lunedì), alle 21, al Teatro Comunale di Sassari, nell'ambito de Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna.

“Il padre” affronta un tema tragicamente attuale, quell'insidioso male che colpisce a tradimento, privando le sue vittime della coscienza di se, dapprima aggredendone la memoria, cancellando i loro ricordi (i volti, le voci, le parole, le emozioni ed i pensieri), per poi proiettarli in un incubo, una sorta di nonsense, in un progressivo ed inarrestabile declino delle capacità cognitive, quasi inavvertibile all'inizio poi sempre più vertiginoso, fino alla catastrofe. La vecchiaia (l'età della saggezza, in cui sarebbe lecito ed auspicabile godere i frutti delle fatiche e dell'impegno di una vita) viene così depauperata del suo tesoro più prezioso, di quello scrigno di ricordi, piacevoli o meno, raccolti e custoditi nel corso degli anni, su cui si fonda il senso stesso dell'identità.

Nel cast, accanto a Haber e Lante Della Rovere, spiccano i nomi di David Sebasti e Daniela Scarlatti, ed ancora, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris, che prestano volto e voce ai personaggi reali o immaginari, nel dramma di un uomo la cui identità va in pezzi per effetto di una forma di demenza, tra le suggestive scenografie di Gianluca Amodio. Ed ancora, i costumi di Alessandro Lai, le musiche di Antonio Di Pofi e l'intrigante disegno luci di Umile Vainieri (produzione Goldenart production).

Nella foto (di Fabio Lovino): Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere
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