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Red 6 febbraio 2018
«La Regione farà la sua parte», hanno assicurato a Dolianova gli assessori regionali Raffaele Paci e Cristiano Erriu, puntando su un nuovo sistema irriguo per completare il progetto di sviluppo territoriale
Progetto di sviluppo per il Parteolla


DOLIANOVA - «Il Parteolla è stato il primo territorio dove nel 2015 abbiamo firmato il progetto di programmazione territoriale e stanziato 4milioni di euro per la creazione di un Club di prodotto, cioè una rete di imprese che lavora a un’offerta turistica, enogastronomica, esperienzale ed escursionistica ben definita. A gennaio, le diciannove imprese che hanno già aderito all’iniziativa hanno registrato il club di prodotto “Tasty-Wine and food experience in Sardinia”, un nome accattivante per il progetto che vuole incrementare la competitività turistica del territorio, puntando sulle eccellenze locali, sull’enogastronomia e la ricettività trasformandole in una leva per promuovere l’intero sistema economico territoriale e aiutando le imprese a imporsi sui mercati nazionali e internazionali. Un percorso ambizioso per un territorio che vuole crescere, svilupparsi, creare occupazione. Ma per completare e rendere competitiva questa filiera agroalimentare di eccellenza, serve un sistema irriguo adeguato, esigenza emersa con forza in questo dibattito, e io mi farò carico di portare questa richiesta nella giusta sede, il tavolo dove si programmano i nuovi fondi di sviluppo e coesione. Con la consapevolezza che l’acqua è indispensabile all’interno di ogni progetto di sviluppo ma va usata in modo razionale ed efficiente». L’ha detto l’assessore regionale della Programmazione e vicepresidente della Regione autonoma della Sardegna Raffaele Paci concludendo nella Cantina di Dolianova il convegno organizzato da Coldiretti “La disponibilità idrica a garanzia delle moderne aziende agricole, tra aiuti e interventi strutturali”.

«Dobbiamo abituarci a un cambiamento climatico che è ormai una certezza, a una siccità che si protrae da anni e probabilmente si protrarrà nel tempo. E dobbiamo decidere se smettere di fare agricoltura oppure imparare a usare in modo razionale l’acqua, se restare arenati a un passato che non può più esistere o cambiare radicalmente cultura e mentalità - ha detto Paci - L’agricoltura è la scommessa più affascinante che abbiamo di fronte, perché è un bene identitario il cui destino è nelle nostre mani. Ma serve un deciso cambio di rotta: dobbiamo puntare sull’agricoltura di precisione, obiettivo verso cui sta già lavorando l’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria, prendendo esempio dagli israeliani, che sono i maggiori produttori di primizie al mondo in una terra ben più siccitosa della nostra, e razionalizzare l’uso dell’acqua, farla pagare e non sprecarla, mettere i contatori, cambiare i metodi di fatturazione usare droni e sensori per il continuo monitoraggio dei fabbisogni. E in questo – sottolinea Paci – l’alta tecnologia è fondamentale. Certo, prima di tutto è necessario che l’acqua ci sia: la Regione, da parte sua, sta facendo e farà tutti gli interventi necessari. Abbiamo destinato 50milioni alle dighe con il Patto per la Sardegna, per poterne permettere il collaudo che non è mai stato fatto e dunque consentire un maggiore invaso e riserve d’acqua più corpose. Abbiamo stanziato 30milioni per l’irriguo e ne garantiamo 35 all’anno ai Consorzi di bonifica, oltre ai 10milioni per il ristoro dei costi dell’energia elettrica. Sicuramente dobbiamo fare i conti con un cambiamento che ha stravolto tutto, dal punto di vista climatico, ma anche economico per colpa di una crisi senza precedenti. E noi dobbiamo attrezzarci per lasciarla definitivamente alle spalle puntando sui nostri prodotti e sulle nostre competenze».

«Il problema dell’infrastrutturazione della rete idrica destinata all’agricoltura – ha sottolineato l’assessore regionale degli Enti locali Cristiano Erriu – è strettamente legato alle politiche di sviluppo programmate su base territoriale. Vi è un collegamento stretto tra il riordino territoriale degli Enti locali, i progetti territoriali di sviluppo e gli strumenti finanziari, strutturali e infrastrutturali per attuarli. Il caso del Parteolla, da questo punto di vista, è paradigmatico: un’Unione di Comuni con un proprio piano di sviluppo, una base agricola solida con imprese guida nei comparti vitivinicolo e olivicolo, e un progetto condiviso di sviluppo. Certamente ci sono gli spazi perché, anche con investimenti di limitate proporzioni, si possa consentire alle imprese esistenti un deciso balzo in avanti in termini di competitività, attraverso un utilizzo più efficace della risorsa idrica».

Nella foto: un momento del convegno
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