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Alguer.itnotiziecagliariCulturaCinemaVita agli arresti approda a Cagliari
Red 14 febbraio 2018
Dopo il successo delle proiezioni in Lombardia ed in Veneto, la storia del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi approda nell´Isola sabato sera, al Teatro Massimo
Vita agli arresti approda a Cagliari


CAGLIARI - Dopo il successo delle proiezioni in Lombardia ed in Veneto, “Vita agli arresti” approda a Cagliari, sabato 17 febbraio, al Teatro Massimo, alle 18. Sarà presente in sala il regista Marco Martinelli. Il film che vede come protagonista Ermanna Montanari, ripercorre, attraverso il racconto surreale ed immaginifico di sei bambine, la storia del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, attivista per i diritti umani e leader del movimento non-violento di opposizione alla rigida dittatura militare in Birmania. Fra gli interpreti anche Elio De Capitani, con l’amichevole partecipazione di Sonia Bergamasco, Roberto Magnani, Vincenzo Nemolato e Christian Giroso nella parte dei Moustache Brothers. Per la prima volta sullo schermo, le giovani attrici Ippolita Ginevra Santandrea, Sara Briccolani, Alessandra Brusi, Catalina Burioli, Olimpia Isola e Benedetta Velotti.

Il film è riconosciuto di interesse culturale dal Ministero per i beni e le attività culturali-Direzione generale Cinema. Trasposizione dell’omonimo spettacolo teatrale del Teatro delle Albe-Ravenna teatro, Centro di produzione, scritto e diretto da Martinelli, quattro volte premio Ubu per la drammaturgia e la regia, interpretato da Montanari, premio Eleonora Duse 2013, il film “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”, non si limita a tradurre in film la scrittura teatrale, ma ne ridisegna i confini, in un originale e contemporaneo immaginario visivo che caratterizza questo lungometraggio come un film d’arte, che sa arrivare al vasto pubblico parlando di giustizia e bellezza.

Con la sua vita dedicata alla lotta per la liberazione della Birmania dalla dittatura militare, Aung San Suu Kyi è diventata un simbolo della resistenza nonviolenta, fino alla vittoria del Premio Nobel per la pace nel 1991, ed è stata oggetto di attacchi fisici (come l’assalto al suo corteo nel 1996) e politici (soprattutto dopo la liberazione e, nel 2012, l’ingresso in Parlamento). Questo film si distacca dal clamore della cronaca per tracciare il ritratto di una leader che ha segnato il nostro tempo, tra immagini di repertorio ed originali ricostruzioni delle tappe più importanti della biografia di Aung San Suu Kyi, alternate all’intensa interpretazione di Ermanna Montanari, che la impersona nei lunghi anni degli arresti domiciliari. Un film che rifiuta l’epica per abbracciare la storia, le sue vittime ed il suo doloroso farsi.

(Foto di Marco Parollo)
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