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M.P. 16 febbraio 2018
Oggi, venerdì 16 febbraio ultima serata in compagnia del XXVIII Festival etnia e teatralità, curato dalla Compagnia Teatro Sassari e dedicato a Giampiero Cubeddu
La Dolce Guerra: spettacolo teatrale al Parodi


PORTO TORRES - Oggi, venerdì 16 febbraio ultima serata in compagnia del XXVIII Festival etnia e teatralità, curato dalla Compagnia Teatro Sassari e dedicato a Giampiero Cubeddu. Chiude il cartellone Cabiria Teatro con “La Dolce Guerra”, di e con Elena Ferrari e Mariano Arenella, con il disegno luci di Vanni Vallino, i costumi di Norma Uglietti, le musiche di Giulia Barba e i video di Simone Felici. L’appuntamento è fissato alle ore 21 al teatro comunale Andrea Parodi di Porto Torres. “La dolce guerra” è uno spettacolo, ma è soprattutto un film, che verrà girato durante lo spettacolo.

Uno spettacolo che ci riporta ai tempi della Prima Guerra Mondiale: è il 1914, è aprile e Torino, Milano, New York e Parigi viene proiettato per la prima volta “Cabiria”, un kolossal di Giovanni Pastrone che segnerà il destino del cinema italiano. Pochi mesi dopo, il 28 luglio, l’Impero austro-ungarico dichiara guerra al regno di Serbia e inizia la Prima Guerra Mondiale. L’industria cinematografica italiana è una delle più fiorenti al mondo e si pone al servizio della propaganda bellica, producendo in due anni oltre 200 film patriottici. Anche il sistema scolastico si mette a disposizione dello sforzo bellico e, a partire dal settembre 2014, diventa una fabbrica di sostegno alla guerra: anche i bambini devono capire cosa siano la Patria, cosa significhi la guerra per Trento e Trieste, cosa sia l’eroismo e chi siano i soldati eroi delle trincee.

In scena, la storia di Olmo e Ada: lui è un pioniere del cinema, lei è una maestra elementare. Si conoscono, si innamorano, si sposano. Vivono in una brillante Torino, in piena Belle Epoque. Ogni giorno lui si affanna per girare una scena del proprio film, usando lei come attrice improvvisata. Ada, seguendo alla lettera le direttive ministeriali, insegna ai bambini le parole di D’Annunzio mentre sullo sfondo avanzano le prime lotte per l’emancipazione femminile. È facile raccontare la realtà. Difficile è capire quale realtà raccontare. Ora bisogna finire di girare quel film e capire fino in fondo quelle lezioni. Per farlo i due protagonisti dovranno separarsi e partire. Lentamente tutte le loro certezze si sgretoleranno.
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