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Red 17 febbraio 2018
Il coach della Pasta Cellino Cagliari Dinamo academy Riccardo Paolini ha incontrato la stampa alla vigilia della trasferta lombarda, in programma domani sera, sul parquet della Remer Blu basket
«A Treviglio per giocare la nostra partita»


CAGLIARI - Coach Riccardo Paolini ha incontrato la stampa alla vigilia della trasferta della sua Pasta Cellino Cagliari Dinamo academy sul campo di Treviglio domani, domenica 18 febbraio, alle 17.30. «Arriviamo da una buona settimana fatta di allenamenti intensi e di voglia di far bene per cui direi che dal punto di vista mentale siamo pronti. Purtroppo invece abbiamo dei problemi fisici, visto che difficilmente Rovatti sarà della partita per una distorsione alla caviglia destra e che Rullo è fermo da qualche giorno per un infortunio alla schiena. Questo però non cambia la nostra idea di andare a Treviglio per giocare tutti e quaranta i minuti, fare la nostra partita e dare una dimostrazione di grande attenzione mentale che in questo momento del campionato conta più di qualsiasi altra cosa».

A Treviglio vi giocate la prima sfida salvezza.
«Da qui alla pausa ci sono due giornate con molti scontri diretti e immediatamente dopo avremo altre sette partite importantissime. Non possiamo più sbagliare, perchè gli errori a questo punto della stagione non si recuperano».

Il passaggio chiave del campionato sono le due trasferte romane?
«A noi servono quattro vittorie, perchè a 28punti saremmo presumibilmente tranquilli. Dovunque si possano conquistare, in casa o fuori, dobbiamo provarci cercando di ottenerle il prima possibile».

La Remer conta su Pecchia che è stato il miglior under del mese di gennaio.
«Pecchia è uno di quei giocatori che servono in tutte le squadre in ogni categoria. E’ un esterno che sa fare tante cose: penetrare, attaccare in uno contro uno e andare a rimbalzo d’attacco. In più, sta migliorando nel tiro da fuori, come è emerso nelle ultime partite. E’ un elemento di grande importanza per Treviglio, perchè corre, difende su diversi ruoli ed è duttile. E’ uno dei molti giovani che la Blu basket sta facendo emergere, come Palumbo e Mezzanotte. Continuo a ritenere assurdo che le formazioni che premiano e danno spazio ai giovani debbano lottare per non retrocedere».

Che spiegazione ti sei dato delle quattro sconfitte in casa?
«Indubbiamente, il fattore campo a Cagliari non è particolarmente condizionante ed è bello che sia così. In altri campi, il pubblico ha un impatto maggiore. I nostri tifosi ci danno una mano e ci incitano, ma non “spaventano” gli avversari. A me piace che si possa giocare su qualsiasi parquet, perchè come sapete io apprezzo lo spettacolo».

Proprio contro la Remer arrivò la prima sconfitta al PalaPirastu.
«Noi non giocammo una grande partita. Eravamo senza Allegretti e i bergamaschi furono bravi a segnare due o tre bombe nel finale con Voskuil e Marino. Sono qualità che Treviglio ha nel proprio arco e bisogna fare attenzione, perchè i tiri da tre possono decidere le sorti di un match».
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