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Red 19 febbraio 2018
Il direttore generale di Abbanoa Sandro Murtas ha firmato il Protocollo d’intesa. Coinvolte, oltre alla Sardegna, anche Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia
Nasce Rete sud con Abbanoa: alleanza nel Mezzogiorno


CAGLIARI - Un protocollo d’intesa per la realizzazione di una rete di imprese per il Sud capaci di scambiarsi le “migliori pratiche” relative al servizio. A firmare il protocollo “Rete sud”, giovedì a Roma, le principali aziende dei servizi pubblici del Meridione ed UtilItalia, federazione che riunisce cinquecento imprese italiane dei servizi idrici, energetici ed ambientali in Italia. Fanno parte di “Rete sud” le regioni Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il protocollo d’intesa, che ha una durata di tre anni, è stato sottoscritto, oltre che da Abbanoa (tra i promotori dell’iniziativa), da Acquedotto pugliese, Amam (Messina), Sicilia acque, Acquedotto Lucano, Rete gas (Bari), Amap, Rap, Gori (Napoli), Asia (Benevento), Amiu (Puglia) e Sidra (Catania).

Bassi investimenti, difficoltà nella spesa dei fondi europei, necessità di portare avanti progetti di ricerca per l’efficientamento di reti ed impianti obsoleti sono solo alcune delle criticità/tematismi che coinvolgono direttamente il Mezzogiorno. Ma più in generale, il quadro idrico è a tinte fosche a livello nazionale: sebbene in Italia il 60percento della rete abbia più di quarant'anni, il 25percento ne ha oltre cinquanta, si investono ogni anno in riparazione di perdite idriche appena 30euro/ab, contro i 100 del Regno Unito, gli 80 della Germania ed i 90 della Francia. «L’esperienza che Abbanoa ha maturato nel complesso progetto di integrazione industriale e di servizio che abbiamo realizzato – spiega il direttore generale di Abbanoa Sandro Murtas – è già considerato buona pratica a livello nazionale e internazionale. In questo senso vanno le recenti pubblicazioni del Daily telegraph sulla gestione reti e, più in generale, della raccolta Italian water industry. Cases of exellance e del più recente Balanced scorecard. La gestione del cambiamento. Il caso Abbanoa, di imminente pubblicazione nazionale, nelle quali appare Abbanoa come caso di management».

Secondo il direttore generale, ogni scambio di buone pratiche tra aziende pubbliche è un tassello in più verso l’efficientamento del servizio idrico in Italia: «Abbanoa, in questi anni, ha portato avanti un profondo e faticoso processo di trasformazione aziendale, che ha riguardato l’organizzazione e le competenze interne, con l’adozione di un modello di struttura unico in Italia, informato alla Balanced scorecard (ndr metodologia americana, Harward University) con quattro dimensioni organizzative (Clients, Operations, Finance e Learning) e di una dimensione straordinaria Investments per la gestione di oltre 500milioni di investimenti nei prossimi trentasei mesi e questa esperienza suscita notevole interesse a livello nazionale. La nostra nuove strutture hanno conseguito la certificazione di qualità Iso 9001.2015. Nell’area Learning e research - prosegue Murtas - è operativo dal 2015 il Project management office interno e oggi realizziamo progetti di ricerca applicata immediatamente impattanti nello stesso esercizio di sperimentazione. Abbanoa ha invertito il paradigma di funzionamento dell’impresa del Sii, adottando metodologie-tecniche-strumenti di intervento informati al principio di agilità, generando soluzioni abilitanti che guardano alla risorsa umana non come vincolo ma come opportunità», ha concluso il dg di Abbanoa. Il lavoro di cooperazione ed integrazione entra ora nel vivo, con le prime attività ed incontri previste per lunedì 26 febbraio e giovedì 1 marzo a Roma.
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