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Red 22 febbraio 2018
Clima, migrazioni, spopolamento e sicurezza: università, Regione, Anci e municipalità al lavoro anche su tutela del territorio e degrado architettonico. Dibattito ad ampio raggio al workshop del progetto europeo Clisel 2020 con Pietro Ciarlo, Gianmario Demuro, Ilenia Ruggiu, Cristiano Erriu, Emiliano Deiana, Andrea Soddu, Massimo Angelini, Laura Capelli e Salvatore Corrias
Ambiente e sicurezza: le sfide dei 377 Comuni sardi


CAGLIARI - Domani, venerdì 23 febbraio, dalle 9.30 alle 17, l’aula Arcari, in Viale Sant’Ignazio 86, a Cagliari, ospita il workshop “Paesi e paesaggio”. La prima parte dei lavori, coordinati dalla docente al Dipartimento di Giurisprudenza e coordinatrice progetto europeo Clisel 2020 Ilenia Ruggiu, prevede relazioni e contributi su “Il futuro dei paesi sardi: diritto e architettura in dialogo”. Dalle 14, si apre il laboratorio sul tema “La terra e il lato umano della bellezza”.

Sulle “Nuove sfide dei paesi sardi: cambiamenti climatici, migrazioni, spopolamento, degrado architettonico, sicurezza. L’importanza di una buona governance e di politiche integrate”, interviene Ruggiu. A seguire, sul “Ruolo della cultura per la tutela del territorio”, relazione del presidente del Consiglio autonomie locali Andrea Soddu. Quindi, il presidente dell’Anci Emiliano Deiana parla della “Paesitudine”. “L’importanza di una buona architettura. Ricostruire la bellezza con lo strumento del Piano progetto” è il tema dell’architetto del Politecnico di Milano Giovanni Simonis, autore del libro “Ri-costruire la bellezza. Da paesaggio a paese saggio”. Al dibattito, prendono parte anche Edoardo Fittipaldi (sociologo del diritto, Università statale, Milano), Cristiano Erriu (assessore regionale Enti locali), Roberto Cherchi (Clisel team). Alla seconda parte, dalle 14, prendono parte Massimo Angelini, filosofo e autore del libro “Ecologia della parola”. A seguire, la tavola rotonda con esponenti delle comunità e degli Enti locali. Tra questi, Laura Cappelli (Comune di Buggerru), Salvatore Corrias (sindaco di Baunei) ed i professori dell’Ateneo di Cagliari, Pietro Ciarlo e Gianmario Demuro, docenti di Diritto costituzionale e, rispettivamente, prorettore per la Semplificazione e l’innovazione amministrativa e già assessore regionale agli Affari generali.

La governance del paesaggio è all’attenzione delle comunità locali nel contesto di una riflessione su quale sarà il futuro dei paesi sardi nei prossimi cinquant'anni. Cambiamenti climatici, rischi idrogeologici, immigrazioni ed emigrazioni, spopolamento delle aree interne, necessità di risanare il degrado urbano e di ricreare spazi di vita più umani e che diano ai cittadini un senso di sicurezza, mostrano la necessità di un’integrazione tra politiche del territorio, demografiche, ambientali, climatiche, migratorie, di sicurezza, sociali. L'approvazione della legge “salva-borghi” (n.158 del 6 ottobre 2017) è un importante approdo simbolico, che pone la questione dei piccoli Comuni come centrale anche a livello nazionale. Partendo da questo quadro, il progetto Clisel fornisce agli amministratori alcuni strumenti operativi ed una riflessione interdisciplinare su come affrontare le sfide presenti e future. Il paesaggio è sottoposto a diverse tensioni. I deterioramenti ambientali subiti da numerosi Comuni sardi dopo fenomeni collegati al cambiamento climatico (alluvioni o siccità) ed allo sfruttamento intensivo del territorio (deforestazione o incendi per favorire i pascoli) hanno aumentato il rischio idrogeologico e reso molti Comuni vulnerabili. Lo spopolamento che numerosi Comuni subiscono a seguito dell’emigrazione dalle aeree interne verso le coste o nella Penisola pone il problema di un paesaggio “vuoto”, con case lasciate in stato di abbandono e paesi fantasma. Numerosi Comuni hanno emanato ordinanze sulla sicurezza urbana a seguito di case pericolanti, generalmente ubicate nel centro storico. Nel contempo, i crescenti flussi migratori diretti verso l’Isola pongono la questione di come ripensare l’urbanistica per creare spazi di vita comune, evitare la ghettizzazione dei migranti, dare visibilità alla loro vita culturale e religiosa in armonia con l’identità locale.
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