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Red 26 febbraio 2018
Dopo i cambiamenti per il Corpo forestale dovuti alla Legge Madia, il Sindacato autonomo forestali regionali della Federazione nazionale dipendenti regionali e Enti strumentali non ci sta ed annuncia una manifestazione per domani mattina
Martedì, sit-in forestali in Consiglio regionale


CAGLIARI - Dopo i cambiamenti per il Corpo forestale dovuti alla Legge Madia, il Sindacato autonomo forestali regionali della Federazione nazionale dipendentiu regionali e Enti strumentali non ci sta ed annuncia un sit-in di protesta per domani, martedì 27 febbraio, davanti al Consiglio regionale. Per fare meglio capire la posizione del Fendres Safor, il Quotidiano di Alghero propone ai suoi lettori l'intero annuncio dato dal segretario generale Ignazio Masala.

La Legge Madia come oramai è sotto gli occhi di tutti i cittadini ha sancito il passaggio di tutte le funzioni e del personale, (circa 7mila uomini e donne), dal Corpo forestale dello Stato all'Arma dei Carabinieri diventati Carabinieri forestali,e qualche unità alle altre Forze di Polizia e ai Vigili del fuoco. Sempre secondo la Legge Madia, da questa riforma sono stati esclusi i Corpi forestali delle Regioni e Province autonome che quindi continuano a mantenere i propri Corpi forestali, con il risultato quindi, che nelle Regioni a Statuto ordinario non esiste più il Corpo forestale, mentre in Sardegna, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Valle D'Aosta e Trentino (nelle Province Autonome di Trento e Bolzano) i rispettivi Corpi continueranno ad operare, alla faccia della razionalizzazione. Questo passaggio a livello nazionale è stato oggetto di una serie di ricorsi ai Tar di tutta Italia e che verrà discusso dalla Corte costituzionale il 5 giugno, sempre che chi vincerà le elezioni non avrà la forza e la volontà di modificare la Legge Madia. La nostra Organizzazione sindacale, congiuntamente ai sindacati nazionali e delle altre regioni autonome, si era impegnata durante la discussione della Legge per far si che in Italia e nelle Regioni e Province autonome comprese si avesse un unico Corpo forestale, anche perché il personale di tutti i Corpi forestali regionali compreso quello sardo hanno avuto come matrice il Corpo forestale dello Stato e in questi ultimi ventisette anni, sul suolo sardo il Cfva lo aveva degnamente sostituito, anche con riconoscimenti a livello nazionale e europeo come ad esempio nell'antincendio e nell'attività contro il bracconaggio.

Questo progetto di unificazione vanificato dalla Legge Madia mirava alla costituzione di un'unica Forza di Polizia ambientale nazionale perché, come dimostrato da diverse indagini svolte sul territorio sardo sui reati ambientali, vedi il traffico di rifiuti e di specie protette e le frodi sull'agroalimentare non sono circoscritti al solo territorio regionale, ma coinvolgono anche il Continente, anche se portate avanti con grande professionalità soffrono delle limitazioni nella territorialità e nelle competenze come ad esempio lo Sdi. La Legge Madia, con la soppressione del Cfs e il passaggio delle competenze all'Arma dei Carabinieri ha generato notevoli incertezze, la Giunta regionale per questo ha presentato un DdL di riforma della legge istitutiva del Corpo forestale sardo, che pur illustrando una futura riorganizzazione della struttura organizzativa e funzionale non affronta e modifica lo stato giuridico del personale del Corpo sardo, che allo stato attuale sostituisce i Carabinieri forestali, e non da nessuna prospettiva certa sul futuro dello stesso Corpo. I 1300 uomini e donne del Corpo forestale sardo hanno lo stesso stato giuridico e contrattuale di tutto il restante personale dell'Amministrazione regionale, nonostante svolgano tutte le funzioni, del Corpo forestale dello Stato prima e dei Carabinieri forestali oggi, con i quali tra l'altro con la delibera n.7/12 del 13 febbraio è stato siglato un rapporto di reciproca cooperazione e collaborazione già esistente in precedenza con il Corpo forestale dello Stato per una serie di attività sopratutto di Polizia giudiziaria svolte nel territorio regionale. Per questi motivi, la nostra Od ha collaborato per la presentazione di un Proposta di legge, la n.485 (Nuovo ordinamento del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Regione autonoma della Sardegna), che contrariamente al Disegno di legge presentato dalla Giunta regionale prevede l'equiparazione dal punto di vista giuridico, previdenziale, ordinamentale e contrattuale alle Forze di Polizia, infatti non si capisce perchè il personale del Corpo forestale sardo che in Sardegna sostituisce i Carabinieri forestali non debba avere lo stesso ordinamento, delle Forze di Polizia. Tra l'altro vista, anche l'età media di circa cinquantotto anni di gran parte del personale e la mancanza di una previsione di cambio generazionale, e di un concorso, considerato che diversamente dalle Forze di Polizia, il personale del Cfva accede al pensionamento a sessantasette anni, non sappiamo come possa un operatore di Polizia svolgere i suoi compiti a quell'età, ma se non si corre subito ai ripari si vedrà svanire il lavoro di un'intera generazione di Forestali a scapito dell'ambiente sardo considerato oggi una delle maggiori risorse della nostra Isola. Per questo, il 27 febbraio manifesteremo presso il Consiglio regionale il nostro malcontento. Nello stesso giorno, numerosi Forestali volontariamente doneranno il proprio sangue (alcune autoemoteche sosteranno nel Largo Carlo Felice).
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