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Red 27 febbraio 2018
Proseguono “I Mercoledì del Conservatorio”. L´appuntamento è per domani sera, nella Sala Sassu, per vedere l´esibizione di una delle realtà più interessanti attivate al Canepa in questi ultimi anni
Laboratorio di Musica antica a Sassari


SASSARI - Sarà dedicato alla grande musica italiana del Settecento il prossimo appuntamento della stagione di concerti “I mercoledì del Conservatorio”, in programma domani, mercoledì 28 febbraio, alle 19, nella Sala Sassu, che vedrà esibirsi i componenti del Laboratorio di Musica antica, una delle realtà più interessanti attivate al Canepa in questi ultimi anni. Sul palco, una trentina di strumentisti (per la stragrande maggioranza allievi dell’Istituto) chiamati a formare una tipica orchestra barocca sotto la guida di Tommaso Luison (quest’ultimo, attivo nella “filologica” veste di primo violino e concertatore), tutti impegnati nell’esecuzione di significative pagine lasciateci da compositori del calibro di Antonio Vivaldi ed Arcangelo Corelli.

Luison, docente al conservatorio sassarese da alcuni anni, è anche primo violino dell’Ensemble Musagète. Collabora come spalla dei primi violini con l’Orchestra regionale Filarmonia veneta, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra del Teatro Lirico Petruzzelli di Bari. Nell’ambito della musica antica, suona come violino principale e solista con diverse orchestre italiane e, dal 2015, è “concertmaster” ospite dell’orchestra barocca finlandese “The musicians of the King’s Road”. Ha collaborato con I Solisti filarmonici italiani in numerose tournèe in Europa, Stati Uniti e Giappone, registrando cd per Nhk Japan, Denone Altus Jp. Nel 2008, vincitore di concorso, entra stabilmente nell’Orchestra della Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Il programma della serata proporrà due numeri scelti dalla raccolta di concerti intitolata “l’Estro armonico”, opera 3 .di Vivaldi.

Il primo sarà il Concerto in Re maggiore Rv549 per quattro violini, violoncello, archi e basso continuo. Il florilegio vivaldiano, risalente al 1771, segna un punto di svolta nella carriera del “Prete rosso” e l'inizio della sua affermazione europea. Accuratamente preparata negli anni precedenti, la pubblicazione, avvenuta ad Amsterdam con dedica al gran principe Ferdinando di Toscana, la raccolta si presenta del resto come la più ambiziosa e complessa mai apparsa dalla nascita del concerto strumentale. Una raccolta che offre una sintesi ed insieme uno sperimentale superamento di tutte le contemporanee esperienze italiane. Questi concerti ebbero uno strepitoso successo in tutta Europa e, grazie ad essi, Vivaldi fu per qualche anno il compositore più rinomato. Segnarono il passaggio dal “concerto grosso” al “concerto solistico”. A seguire, il Concerto in Si minore Rv580 di Vivaldi, reso famoso anche dalla trascrizione che Bach ne fece per quattro cembali (Bwv1065). Il Concerto, scritto per quattro violini, violoncello, archi e basso continuo, è una pagina dalla scrittura estremamente raffinata e complessa. A seguire, il Concerto in Do maggiore Rv534 per due oboi, archi e basso continuo, in cui i due oboi sono chiamati ad un impegnativo virtuosismo tecnico, ma anche ad un’intensa espressività lirica. Il Concerto in Sol minore Rv531 per due violoncelli, archi e basso continuo completerà le partiture vivaldiane eseguite nella serata. A chiudere il programma, sarà il Concerto Grosso op.VI n.4 in Re maggiore per archi e basso continuo di Corelli, vero e propria star della composizione musicale, oltre che dell'interpretazione violinistica, del Settecento.

Nella foto: Tommaso Luison
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