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A.S. 2 marzo 2018
«La tutela della qualità è elemento essenziale per dare valore ai nostri prodotti, dalla cura e certificazione della materia prima, al controllo della filiera, la più corta possibile, sino alla tavola dei consumatori» precisa la dottoressa algherese che punta sul made in Sardegna
Laura Giorico (Fi) al mercato Coldiretti


ALGHERO - «Il comparto agricolo sardo annovera circa 86.000 aziende su una superficie utile per circa 1.615.000 ettari, con 37.000 addetti – pari al 6,2% degli occupati nei vari settori produttivi della Sardegna. Una produzione lorda, pari a circa 1,6 miliardi di euro che va dai 730 milioni degli allevamento da carne e latte, ai 560 milioni delle colture erbacee. Passando per quelle arboree (170 milioni circa) e i servizi connessi, altri 130 milioni. Solo questi dati sommari inducono ad un sguardo particolare al mondo delle campagne che, in una economia globalizzata e guidata da una forte concorrenza caratterizzata dalla “quantità” e non dalla “qualità”, ha degli spazi enormi di crescita in termini occupazionali, di ricchezza prodotta e di forte tutela ambientale, indispensabile per un riassetto del territorio, con una forte presenza dell’uomo/donna in un’ ottica di prevenzione al dissesto idrogeologico e di rivitalizzazione dei piccoli centri».

Lo dice Laura Giorico, in corsa per uno scranno al Senato della Repubblica alle elezioni politiche di domenica prossima, oggi in visita al mercato Coldiretti di Sant'Agostino ad Alghero. «La tutela della qualità è elemento essenziale per dare valore ai nostri prodotti, dalla cura e certificazione della materia prima, al controllo della filiera, la più corta possibile, sino alla tavola dei consumatori» precisa la dottoressa algherese che punta sul made in Sardegna. «Solo così saremo in grado di commercializzare al meglio le nostre meravigliose eccellenze riuscendo, nel contempo, ad ottenere un giusto prezzo di vendita e un buon reddito alle aziende agricole a maggioranza gestite a livello familiare; dando un forte slancio alle iniziative di accoglienza turistica nazionale e internazionale».

Per Laura Giorico l’obiettivo primario è quello di stabilizzare la remunerazione della materia prima, dal latte (che non dovrebbe scendere al di sotto di 1,20 litro, al grano (che dovrebbe contrattarsi alla trebbiatura minimo a € 30/35 q.le.). «Pensiamo ad una agricoltura che deve rinnovarsi in continuazione, nelle tecnologia produttiva e nella gestione delle azioni commerciali. In questo un enorme contributo viene dai giovani, che, pur provenienti da variegate formazioni di base, sempre più numerosi si affacciano al mondo agricolo con una passione insperata sino a qualche tempo fa. Infatti in Sardegna si annoverano oltre 4000 aziende agricole under 35 con un peso pari a circa 11% e incrementi che superano il 40% rispetto al 2016».

«Però la burocrazia politico istituzionale mina questa forte vivacità del comparto alimentando disgusto e disaffezione dei giovani. Ne è forte testimonianza il pasticcio della Regione Sardegna nella gestione del programma Psr riservato ai giovani per il primo insediamento che, nella fase di presentazione, poneva l’accento sulla rapida tempistica con presentazione delle domande a sportello e con un iter di max 90 giorni. Ciò accadeva nel 2016. Oggi è tutto in alto mare con i giovani costretti a manifestare di fronte alla Regione dopo aver frequentato corsi specifici per la formazione in agricoltura. Da non trascurare la necessità di interventi finanziari con garanzia diretta governativa così come tutte le tipologie di garanzia giovani. Valorizzando la bontà del progetto rispetto alle garanzie reali» conclude Laura Giorico.
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