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Red 2 marzo 2018
Si sono recati nel cantiere l’assessore regionale dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini e della responsabile della direzione dighe del Ministero Infrastrutture e trasporti Ornella Segnalini
Sopralluogo nella diga di Monte Nieddu


SARROCH – Ieri mattina (giovedì), l’assessore regionale dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini ed il responsabile della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture e i trasporti Ornella Segnalini hanno effettuato un sopralluogo al cantiere della diga di Monte Nieddu (in località Sa Stria Sarroch). L’obiettivo era quello di verificare lo stato di avanzamento dei lavori e confrontarsi con l’ente appaltante, il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, rappresentato dal dirigente Roberto Meloni. Presenti all’incontro anche i responsabili della ditta appaltatrice, la Astaldi di Roma, azienda che realizza l’unica diga in costruzione di queste dimensioni in Italia per un appalto dell’importo complessivo di 83,2milioni di euro (di cui 53milioni per i lavori).

«Abbiamo voluto verificare sul campo l’avanzamento dei lavori e le eventuali criticità - afferma Balzarini - il cantiere è in piena attività e promette bene come tempi e come risultati». L’opera darà risposte concrete di Sarroch, Pula, Villa San Pietro e Capoterra contribuendo ai fabbisogni idropotabili ed allo sviluppo dell’agricoltura dei territori di valle e delle numerose imprese, in particolare turistiche, presenti. Inoltre, consentirà alla competa rinaturalizzazione della vallata, che ospiterà un nuovo lago artificiale. Per la realizzazione dei lavori, la ditta ricorre soprattutto ad aziende e maestranze locali: sono sardi infatti il 95percento delle oltre duecento unità lavorative impegnate a diverso titolo nella costruzione della diga.

Al momento, tecnici e operai si alternano nel cantiere ventiquattro ore su ventiquattro per la realizzazione del muro di sbarramento che raggiungerà un’altezza di 78metri. La consegna finale dell’opera è prevista per il 2020. La diga potrà invasare 36milioni di metri cubi d’acqua, di questi 9,6milioni destinati al potabile e 25,74 agli usi irrigui nella piana di Pula. Inoltre, sarà realizzato uno sbarramento sul Rio Is Canargius, il cui volume invasato potrà essere trasferito tramite una galleria all’invaso di Monti Nieddu. Prevista anche la costruzione di una piccola centrale idroelettrica. «Questo cantiere rappresenta per il Ministero una delle più importanti opere pubbliche e la più importante diga nazionale che si sta realizzando in Italia - afferma Segnalini - La presenza del Mit risponde a più esigenze: la funzione di vigilanza sul cantiere, il controllo di tutti i materiali e delle opere affinché la diga sia sicura e sia possibile conservarla nel tempo nelle stesse condizioni di quelle iniziali».

Nella foto: un momento del sopralluogo
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