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Red 30 marzo 2018
«Contro Brindisi, la chiave sarà fermare la transizione offensiva», ha dichiarato il coach del Banco di Sardegna Sassari, che ieri mattina, nella Club house societaria, ha incontrato la stampa in vista della gara di domani contro l´Happy Casa
Basket: la Dinamo studia Brindisi


SASSARI – Ieri mattina (giovedì), nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Federico Pasquini ha incontrato la stampa in vista della gara di domani, sabato 31 marzo, contro l’Happy Casa Brindisi. «Andiamo a giocare una gara contro una squadra che da quanto è arrivato Vitucci ha alzato molto i punti che realizza in attacco: nelle partite vinte in casa ha 90punti di media, punti che nascono per il 40percento dalla transizione, quindi dal fatto che vogliono correre, fanno andare molto la palla. La partita si giocherà su questo aspetto, sulla capacità di fermare la transizione offensiva di Brindisi e di chiudere gli uno controuno che nascono quasi tutti da Moore nel reparto piccoli e da Smith nel reparto lunghi, i due giocatori di maggiore riferimento per il loro attacco».

«Il mio compito è quello di lavorare e migliorare ancora l’aspetto difensivo della squadra, anche se siamo reduci da una partita che, pur avendoci dato malumore perché abbiamo perso, nell’analisi che facciamo noi come staff dopo le gare riguardandole al video – prosegue Pasquini - è stata la partita seconda soltanto quella vinta a Milano di 20punti all’andata a livello di errori fatti a livello difensivo. Dobbiamo continuare sul lavoro che stiamo facendo in modo da non cadere in quei black-out come quello nel secondo quarto dell'ultima gara, che poi ci ha costretto al recupero e ci è costato la partita. Il lavoro che stiamo facendo a livello difensivo forse si vede poco nei numeri, ma si vede nei piccoli dettagli e secondo me contro Varese, a livello difensivo, abbiamo fatto molto meglio di quanto fatto contro Cremona o Bologna. Andiamo avanti con la fiducia, perché soltanto lavorando durissimo come stiamo facendo possiamo fare al meglio in un campo come Brindisi, in cui spesso si gioca sul fare un punto in più. I ragazzi si stanno impegnando tantissimo, tutti sanno qual è il nostro compito in queste sette partite, vogliamo assolutamente prendere un posto ai play-off, perché pensiamo di meritarlo: quello che abbiamo perso con Varese vogliamo andare a prenderlo a Brindisi».

Ogni partita diventa sempre più decisiva.
«Ho davanti dei ragazzi che si rendono conto della qualità del lavoro che stanno facendo e della forza di questo campionato, dove noi oggi siamo settimi in una condizione in cui, lo sapevamo dall’inizio della stagione, con Torino e Bologna sono cambiati i valori a livello di potenziale delle squadre avversarie. Sono quattro mesi in cui per noi ogni partita è vita o morte, perché purtroppo abbiamo lasciato qualcosa all’inizio, specie in Champions league, e questo ci ha tenuto un po’ stretti per il collo, perché non possiamo mai perdere e se succede si amplifica tutto. Nel lavorare, in alcuni particolari, i ragazzi sono sempre più consapevoli di quello che l’uno sa e può ancora fare con l’altro e capiscono che è lì che si possono giocare le gare e il posto in classifica. Quello che conta oggi è restare focalizzati su queste sette partite per raggiungere l’obiettivo di essere tra le otto squadre che si giocheranno la post season».

Dal punto di vista tecnico, con il fatto che ora si gioca solo una volta alla settimana, la tua idea è sempre quella di tenere le rotazioni corte?
«Si, perché in questo momento vorrei dare più responsabilità e vorrei fare in modo che chi è dentro il campo senta il feeling vero con la partita. Essendo una squadra che ha difficoltà ad esprimersi nei finali punto a punto, sono convinto che il giocatore in campo da più tempo abbia più lucidità e destrezza per giocare i palloni importanti. Non vedo nessuno particolarmente stanco e con bisogno particolare di rotazioni».

Nella foto: coach Federico Pasquini
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