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Red 7 aprile 2018
In uscita oggi, l´album della band aretina Cauteruccio, distribuito dall’etichetta algherese, operativa su tutto il territorio nazionale, “La stanza nascosta records”
Alghero battezza La vera storia du Pigeon Boiteaux


ALGHERO - In uscita oggi (sabato), “La vera storia du Pigeon Boiteaux” della band aretina Cauteruccio, distribuito dall’etichetta algherese, operativa su tutto il territorio nazionale, “La stanza nascosta records”. L’album è stato preceduto dal singolo “Roma”, accompagnato dal videoclip ufficiale per la regia di Gianni Ciccarello, disponibile già da sabato 17 marzo per l’acquisto e l’ascolto su tutte le maggiori piattaforme digitali, oltre che in rotazione radiofonica su oltre ottanta emittenti. L’attuale line up della band vede Stefania Ceccarini alla batteria ed ai cori, Diego Gnaldi al basso ed ai cori, Matteo Paolucci alla chitarra ed alle tastiere, Salvatore Cauteruccio alla chitarra ed alla voce.

Il progetto Cauteruccio (ideato da Salvatore Cauteruccio al termine della sua esperienza con la formazione Telesplash, di cui era batterista e compositore) vede ufficialmente la luce con l'iscrizione a Musicultura 2017 e sembra trovare il punto di congiunzione tra pop-rock britannico ed anima cantautorale italiana. “Essendo noi rivoluzionari - scrivono i Cauteruccio nella loro pagina Facebook ufficiale - abbiamo deciso di mandare in pensione anticipatamente il vecchio formato di ascolto musicale chiamato comunemente cd.(…) Ciò che per la nostra band sostituirà il compact disc sarà una fighissima chiavetta Usb da 8Gb, a forma di carta di credito, con le dieci tracce disponibili al suo interno sia in formato Mp3 che Wave, così da attaccarla velocemente all'autoradio e partire per lunghissimi viaggi”.

Dieci tracce per un album dall’anima sperimentale, che ingloba, rileggendoli, modelli stranieri e nostrani e li indirizza verso una declinazione personale del cantautorato; spiccata tendenza strutturalista (alla maniera di Battisti e dei Beatles), ruvida vena rock-blues e suggestioni psichedeliche convivono in un lavoro dalla forte tessitura emozionale, che sembra vivere di complicità quasi alchemiche tra i testi e le soluzioni strofiche. Cantori del privato dell’everyman, che coincide con una quotidianità condivisa, i Cauteruccio da una parte tralasciano volutamente le tematiche proprie dell’immaginario del “vecchio” cantautorato engagé, dall’altra a livello testuale recuperano (in un gioco di ellissi e iterazioni) una sostanza poetica autentica che la postmoderna musica liquida sembra aver smarrito.

Nella foto: Cauteruccio
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