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Red 3 giugno 2018
Il capogruppo dell´Udc in Consiglio regionale chiede «un intervento risarcitorio per cacciatori e armieri, danneggiati dal blocco del prelievo a lepre e pernice»
Caccia: Rubiu non ci sta


CAGLIARI - Il riconoscimento dei danni prodotto dal divieto di prelievo a lepre e pernice. E’ quanto chiesto dall’associazione venatoria “Caccia, pesca, ambiente” e dal movimento inglobato nel sodalizio “Armieri Sardegna”, con un’intimazione inviata all’Istituto superiore per la protezione ambientale ed alla Regione autonoma della Sardegna.

Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu prende la palla al balzo ed auspica un intervento teso al risarcimento dell’universo venatorio: «Il popolo dei cacciatori – spiega Rubiu – si è visto imporre lo stop al prelievo delle specie lepre e pernice dopo il via libera al calendario venatorio. Un danno incalcolabile per il comparto, visto il pagamento già effettuato delle tasse regionali. Un indennizzo dovuto anche per gli armieri, che hanno perso notevoli risorse a causa dell’interruzione dell’attività venatoria».

Ma non solo. Secondo l’esponente dei moderati, sono in ballo i diritti di una categoria: «I cacciatori sono stati ancora una volta discriminati da decisioni ingiuste, con la Regione che si è dimostrata inerte non impugnando la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato. Un immobilismo incomprensibile – ha concluso il consigliere Rubiu - considerata l’assenza di un monitoraggio aggiornato sulla popolazione di lepri e pernici nell’habitat isolano».
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