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Alguer.itnotiziesardegnaPoliticaRegione › Insularità: Pigliaru a Sofia
Red 8 giugno 2018
In materia di politica di coesione ed insularità, il presidente della Regione autonoma della Sardegna è in Bulgaria per la Commissione Coter del Comitato delle Regioni: «Il quadro normativo e programmatico tenga conto del grado di perifericità»
Insularità: Pigliaru a Sofia


CAGLIARI - «La politica di coesione è lo strumento per il futuro dell'Europa. E se per tutti i territori è la grande sfida di crescita, per le isole lo è ancor di più: non possiamo permettere che vengano lasciate indietro, al contrario devono essere messe nelle condizioni di superare gli svantaggi strutturali dati dalla condizione geografica e farlo in base a regole chiare e condivise». È la posizione della Sardegna sul fronte della discussione che accompagna la definizione della politica di coesione post-2020 e che il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha ribadito, mercoledì e giovedì a Sofia, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Commissione Coter del Comitato europeo delle Regioni.

La Coter, che si occupa di coesione territoriale e bilancio europeo, ha raccolto le voci delle Amministrazioni regionali e locali europee rappresentate dai componenti riuniti nella capitale della Bulgaria, che da gennaio ha assunto la Presidenza del semestre europeo. «La voce dei territori è fondamentale, perché l’Europa, attraverso questo strumento così importante, possa mettere in atto una strategia effettivamente intelligente, mirata a uno sviluppo diffuso che favorisca le aree geograficamente meno avvantaggiate, come appunto le isole», ha proseguito il presidente della Regione autonoma della Sardegna.

«È una questione di pari opportunità e lo scenario normativo e programmatico post-2020 deve tenerne conto. I cittadini e le imprese delle isole sono oggettivamente svantaggiati nella competizione con le altre regioni perché partono da una condizione geografica e quindi strutturale differente, che non solo ha storicamente inciso sullo sviluppo ma che tuttora non trova riconoscimenti legislativi adeguati. Questi svantaggi ci penalizzano su molti fronti, ma al primo posto ci sono trasporti ed energia. Dall’Europa certamente ci aspettiamo che gli investimenti che si andranno ad attivare attraverso la politica di coesione puntino ad accorciare queste distanze, ma ci aspettiamo anche un’attenzione specifica sulla normativa, considerando come fattore determinante il grado di perifericità delle isole. E ciò a partire dalla disciplina sugli aiuti di stato, particolarmente penalizzante per regioni come la Sardegna e non solo - ha concluso Pigliaru, ricordando l’Accordo stretto con Corsica e Baleari - È un punto su cui continueremo a lavorare con impegno e determinazione, e lo faremo insieme».

Nella foto: un momento della Commissione
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