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S.O. 15 giugno 2018
Ad aprire gli interventi del sit-in sono stati Giovanni Sotgiu dell´UDU e Rita Diez e Giovanni Salis di Emergency Sassari che hanno ricordato, alla parola d´ordine "restiamo umani", che esiste ancora una parte di paese disposta a lottare e che crede fermamente che le vite umane hanno tutte lo stesso valore, al di là della razza, del colore della pelle e del luogo di nascita
Aprite i porti, Sassari si mobilita


SASSARI - Ieri sera, giovedì 14 giugno, Sassari, è stata testimone di una mobilitazione cittadina straordinaria cittadina. L'appello era stato lanciato nei giorni scorsi dall'Udu Unione Degli Universitari, e raccolto da numerose associazioni e organizzazioni (fra cui Acos, Alisso, Amnesty International, Andalas de Amistade, Anpi, Arci provinciale Sassari, Associazione onlus Franco Mura, Associazione Luigi Polano, Associazione Ponti non muri, Caritas, Consulta dell'immigrazione - comune di Sassari, Cooperativa Sociale Pegasus, Emergency Sassari, Flc-Cgil, Movimento Omosessuale Sardo, noiDonne 2005, Nuovi Diritti Cgil, Protea Onlus, Sassari Città Aperta, Sportello Immigrati Cgil - Asce, Theatre en vol, Embargo Beat).

Manifestazione contro la decisione del governo di chiudere i porti alla nave Aquarius di Sos Mediterranee - associazione europea per il salvataggio dei naufraghi nel Mediterraneo - carica di superstiti, fra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Nella centrale piazza d'Italia, davanti alla Prefettura, diverse centinaia di attivisti, semplici cittadini e amministratori pubblici che hanno a cuore i diritti umani, si sono ritrovate e sedute in cerchio con indosso le copertine isotermiche dorate - il dispositivo medico utilizzato per contribuire alla stabilizzazione termica dei pazienti che viene solitamente impiegato per accogliere e portare conforto ai migranti appena salvati in mare - per simboleggiare vicinanza e solidarietà a chi rischia la vita propria e dei propri figli, in fuga da paesi afflitti da guerra e povertà in cerca di un futuro migliore, trovando sempre più spesso la morte.

Ad aprire gli interventi del sit-in sono stati Giovanni Sotgiu dell'Udu e Rita Diez e Giovanni Salis di Emergency Sassari che hanno ricordato, alla parola d'ordine "restiamo umani", che esiste ancora una parte di paese disposta a lottare e che crede fermamente che le vite umane hanno tutte lo stesso valore, al di là della razza, del colore della pelle e del luogo di nascita. A seguire altri interventi fra cui quelli del Sindaco di Sassari Nicola Sanna, Carlos Cardini della Consulta Comunale degli immigrati eletti in rappresentanza dei cittadini stranieri e apolidi residenti nel comune di Sassari, Barbara Tetti per il Mos, Giustina Casu di Acos, Simone Maulu per associazione Embargo Beat e, in chiusura, Ambrose, un ragazzo richiedente asilo iscritto al Mos, che, in inglese con la traduzione di Michelle Kramers, ha ringraziato i presenti per la vicinanza e solidarietà e lanciato un appello di pace e amicizia fra i popoli.

Alla conclusione della mobilitazione i presenti hanno intonato tutti insieme e fatto risuonare per diversi minuti nella piazza il coro "Aprite i porti". Il prossimo appuntamento cittadino è previsto per mercoledì 20 giugno, in piazza Santa Caterina, con l'iniziativa "La nostra casa è il Mondo", organizzata dalle associazioni della Rete Diritti al Cuore e tante altre associazioni, per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato 2018 con arte, musica, cinema, teatro, laboratori e attività all'insegna della multiculturalità, dello scambio reciproco e del rispetto per il prossimo.
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