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A.S. 9 luglio 2018
Con la novità Airbnb su Olbia, Arzachena, Posada, Golfo Aranci, Dorgali e Santa Teresa di Gallura, in totale saliranno così a 16 i comuni in Italia che hanno concluso accordi con la piattaforma leader nelle prenotazioni. Dopo Alghero, in Sardegna sono numerosi i comuni che hanno scelto di applicare la tassa di soggiorno
Tassa Soggiorno: riscuote Airbnb


OLBIA - Vacanze un po’ più semplici e digitali per chi sceglie il nord-est della Sardegna: Airbnb e i comuni di Arzachena (OT), Dorgali (NU), Golfo Aranci (OT), Olbia (OT), Posada (NU) e Santa Teresa di Gallura (OT) hanno infatti raggiunto un’intesa per la riscossione e il versamento dell’imposta di soggiorno direttamente in piattaforma. L’accordo rappresenterà una svolta nella semplificazione del pagamento e della riscossione dell’imposta di soggiorno, contribuendo al contempo ad azzerare completamente il rischio dell’evasione dell’imposta. L’annuncio è stato dato oggi (lunedì) a Olbia dai rappresentanti della società e le amministrazioni coinvolte.

La relazione fra Airbnb e i 6 comuni delle province di Olbia-Tempio e Sassari merita di essere segnalata per almeno due primati. Si tratta infatti da una parte delle prime convenzioni in Sardegna concluse dalla società. Ma ancor più rilevante, costituisce in assoluto del primo accordo “collettivo” da parte di Airbnb con più amministrazioni locali in contemporanea e non con singole città. I comuni sardi si aggiungono così alle altre capitali del turismo nazionale ed internazionale che hanno in vigore simili convenzioni, compiendo un decisivo passo avanti nella digitalizzazione delle procedure di riscossione e nel contrasto all’evasione dell’imposta di soggiorno. In totale saliranno così a 16 i comuni in Italia che hanno concluso accordi con Airbnb su questo tema. Nel mondo sono oltre 340 le amministrazioni per cui Airbnb gestisce in maniera semplificata il versamento delle imposte, per un totale di oltre oltre 510 milioni di dollari.

Ecco come funzionerà: Non appena gli accordi diverranno operativi nei prossimi mesi, sarà Airbnb a riscuotere, già al momento della prenotazione, l’imposta di soggiorno dovuta dagli host e a versarla ai comuni. I prezzi degli alloggi disponibili sul portale saranno già comprensivi dell’imposta di soggiorno - calcolata in percentuale sul valore della prenotazione tra il 3% e il 5% a seconda della tariffa deliberata dall’amministrazione - che verrà poi versata direttamente alle casse comunali.
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