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Red 18 luglio 2018
Ncd, Partito sardo d’azione e Patto civico commentano l´intervento del sindaco di Alghero Mario Bruno sulle problematiche legate ai lavori sull´importante arteria che andrà a collegare la Riviera del corallo al capoluogo di provincia
«Quattro corsie, Bruno camaleonte»


ALGHERO - «Mario Bruno ci prova ancora una volta e, siamo certi, non sarà l’ultima. Dopo aver bloccato, a causa di scelte alle quali ha dato il suo pieno contributo, la quattro corsie Alghero-Sassari con annessa circonvallazione adesso tenta di scaricare le colpe su qualcun altro vestendo i panni del paladino che vuole salvare l’opera da una possibile perdita dei finanziamenti, per la qual cosa è già pronto a dare le colpe al nuovo governo nazionale». Ncd, Partito sardo d’azione e Patto civico commentano l'intervento del sindaco Mario Bruno [LEGGI] sulle problematiche legate ai lavori sull'importante arteria che andrà a collegare la Riviera del corallo al capoluogo di provincia. «Ripartiamo allora dal principio e cioè quando l’attuale ultimo tratto della quattro corsie si chiamava, forse per ironia di una sorte che ha portato certamente male, “primo lotto”. Cioè la strada Alghero-Sassari doveva vedere la realizzazione, per primo, del lotto che partiva da Alghero. Non fu evidentemente così, ma poco male se, come per gli altri lotti della strada, si fosse proceduto alla sua realizzazione nei tempi impiegati per il resto dell’opera».

«Sul primo lotto si addensarono invece le nuvole nere del Ppr di Soru e Bruno in base al quale l’eccessivo impatto ambientale ne pregiudicava la realizzazione così come prevista». I tre partiti spiegano come per il Ppr fosse era necessario che la quattro corsie, arrivata alle porte di Alghero, proseguisse come il resto della strada, senza rotatorie e svincoli in ingresso ad Alghero, senza pista ciclabile, cioè come una strada a scorrimento veloce, «piuttosto che come la circonvallazione urbana che servirebbe ad Alghero per liberare il centro città dal cappio di un traffico diventato sempre meno sostenibile soprattutto dal punto di vista ambientale, della salute e sicurezza pubblica. Quello è stato il primo grande stop subito dal primo lotto - sottolineano i rappresentanti di Ncd, Partito sardo d’azione e Patto civico, che rilanciano - Poco c’entrava il Governo nazionale, che anzi aveva previsto l’opera con i relativi finanziamenti. Per la cronaca, Mario Bruno sedeva nelle comode poltrone del Consiglio regionale e sosteneva, più che Alghero, la Giunta Soru ed il suo devastante Ppr. Superare quel primo blocco imposto dal Ppr di Soru non era facile e ha fatto comunque perdere anni, ma sembrava comunque possibile ripartire con una progetto adeguato alle necessità della città».

«Nessuno aveva preso in considerazione però che la sfortuna di chiamarsi primo lotto era lì – ironizzano - sempre in agguato e che stava per concretizzarsi nuovamente sotto le vesti di Mario Bruno sindaco. Il nostro, infatti, abbandonato il comfort di Via Roma a Cagliari, fra i suoi primi atti da sindaco avvallò il rinnovato blocco dell’opera e conseguente ri-progettazione, sempre con le stesse motivazioni, sottaciute, dell’impatto ambientale eccessivo rispetto al Ppr Soru-Bruno. Alghero e gli algheresi, nel frattempo potevano e possono continuare a soffocare nel traffico ed in una situazione ambientale urbana disastrosa. I fatti oggi sono sotto gli occhi di tutti e nemmeno un po’ di pudore impedisce al sindaco che ha determinato il blocco di iniziare la sua mossa del camaleonte per provare a tramutarsi in colui che invece adesso si preoccupa di sbloccare sia opera, che finanziamenti».

«Non sarà sfuggito ai più il silenzio che ha caratterizzato Mario Bruno quando al governo, sino a ieri, c’era l’amico di partito Delrio (quello che ha dato una mano alla Giunta Pigliaru per vendere l’aeroporto di Alghero, per intenderci), ed il chiasso che ha iniziato a fare adesso che invece nello stesso Ministero, da un mese circa, c’è Toninelli del Movimento 5 stelle, che amico suo non è. Ha persino sollecitato pubblicamente la deputata Deiana, perché si attivi per non perdere i finanziamenti, pronto com’è a mettersi la medaglia in caso di successo o, più probabilmente, ad addossarle le responsabilità in caso contrario. L’importante per il sindaco, anche in questo caso, è autocelebrare le sue presunte gesta e sottrarsi alle sue responsabilità per addossarle su altri, sperando nella distrazione o nella corta memoria degli algheresi. Ma alla fine ciò che resta è la realtà di una città che in questi ultimi quattro anni anni non ha visto realizzarsi nessuna delle promesse ormai più che ventennali di Mario Bruno ed al contrario ha dovuto vedere il blocco totale di ogni possibilità di sviluppo», concludono Ncd, Partito sardo d’azione e Patto civico.
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