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Red 24 luglio 2018
«Con il Piano strategico, via allo sviluppo sostenibile, nuovi attrattori e nuove stagionalità», hanno annunciato durante la Conferenza permanente a Cagliari il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e l´assessore regionale del Turismo Barbara Argiolas
Piano Turismo: documento finale


CAGLIARI - Far diventare il sistema turistico sardo un network dove offerte e servizi siano connessi, organizzare un nuovo modello di promozione e marketing anche digitale, definire nuovi prodotti che arricchiscano la proposta in modo sostenibile, favoriscano nuove stagionalità e presentino la destinazione Sardegna su nuovi mercati: sono alcuni dei punti principali del documento finale presentato e licenziato ieri (lunedì), all'ex Manifattura tabacchi di Cagliari, nel corso della seconda seduta della Conferenza permanente del turismo. Il testo verrà integrato nel nuovo Piano strategico del turismo, che entro pochi giorni sarà sottoposto all’approvazione della Giunta regionale. «È il ragionamento giusto da fare - ha dichiarato il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru nel suo intervento - Il Piano strategico ci permette di guardare in prospettiva, scegliere il tipo di turismo che ci serve davvero senza farci trascinare in una visione di breve periodo, che porta a poco. Sappiamo che la nostra maggior ricchezza sono le risorse naturali e sappiamo anche che, avendo elementi non riproducibili, queste necessitano di una gestione estremamente attenta. E bisogna far sì che la sostenibilità ambientale coincida con quella economica», ha spiegato Pigliaru, sottolineando che l’unico sviluppo realmente utile sia «quello a lungo termine, la scommessa che, mantenendo la ricchezza dell’offerta paesaggistica, si possa garantire reddito e benessere alle nuove generazioni oltre che a quella presente. Per ottenere questo non semplice equilibrio è cruciale poter scegliere tra i turisti quelli che già oggi apprezzano più di altri la nostra qualità ambientale, paesaggistica e culturale. Non sono moltissimi nel mondo ma ci sono, soprattutto nei Paesi più ricchi, e noi dobbiamo raggiungere questo potenziale realmente interessato all’esperienza Sardegna e disposto a spendere per viverla. Certo è che per arrivare qui servono collegamenti adeguati, e allora entra in gioco la questione insularità, su cui lavoriamo concretamente fin da principio di legislatura: sul fronte trasporti dobbiamo avere garanzia di pari opportunità con gli altri territori, è essenziale per il diritto alla mobilità dei sardi, ma anche per costruire il turismo sostenibile che vogliamo».

Momento di chiusura del percorso di costruzione partecipata del nuovo Piano strategico “Destinazione Sardegna 2018-2020”, avviato nei mesi scorsi dall’Assessorato del turismo con decine di incontri sul territorio che hanno coinvolto più di seicento persone, la seconda seduta della Conferenza dopo quella di insediamento di Milis, a maggio, ha radunato insieme rappresentanti degli Enti locali, delle imprese e di tutti i portatori di interesse in materia di turismo ed aveva lo scopo di mettere a sintesi le sollecitazioni, gli spunti, le osservazioni emerse durante i confronti territoriali. «Non volevamo un Piano calato dall’alto – ha spiegato l’assessore regionale del Turismo, artigianato e commercio Barbara Argiolas – ma abbiamo puntato a costruire un documento strategico attraverso la condivisione con tutte le realtà che si occupano di turismo in Sardegna, in modo da valorizzare la peculiarità dei territori e la loro complementarità. L’esigenza è quella di definire gli obiettivi per i prossimi tre anni, perché dobbiamo affiancare altri attrattori e altre stagionalità al turismo balneare, un monoprodotto sul quale subiremo sempre più la concorrenza soprattutto sui prezzi di tante destinazioni italiane e estere. Se vogliamo crescere e portare un numero sempre maggiore di viaggiatori in Sardegna ma non concentrati solo nei due mesi estivi, dobbiamo puntare invece sul turismo di qualità e creare una filiera di proposte riconoscibili, originali e vendibili sui mercati, che siano sostenibili non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello economico e sociale».

Il documento finale è stato illustrato da Josep Ejarque, coordinatore del percorso di nascita di “Destinazione Sardegna 2018-2021” e della costituzione della Dmo regionale, che ha sottolineato l’esigenza di un cambio di modello di sviluppo della destinazione Sardegna e del marketing per promuoverla. «Quello della Sardegna – ha detto - non è ancora un sistema turistico vero e proprio, ma è spesso frammentato. Bisogna invece puntare a una rete di offerta dei servizi e dei prodotti turistici, che permetta di avere varietà di alternative, disponibilità di informazioni, qualità dei servizi forniti che non porterà benefici solo agli operatori ma a tutto il tessuto economico e sociale». Il Piano, ha spiegato ancora Argiolas, «non sarà un libro dei sogni, ma ha scopi molto concreti, perché serve a dare una visione condivisa, strutturare l’offerta, dare priorità e strategie, definire azioni e risorse finanziarie per far crescere il turismo in Sardegna, anche inquadrando insieme tutte le politiche portate avanti dai vari assessorati come quelle sull’energia o sui trasporti. Il Piano traccia la linea a cui tendere attraverso un approccio di destinazione che mette al centro ambiente, cittadini e attrattori culturali, per fare del turismo un pezzo finalmente importante della nostra economia, in grado di creare ricchezza e sviluppo non solo sulle coste ma anche nelle zone interne. Rispetto ad altre destinazioni, noi abbiamo la forza del marchio Sardegna, che ci identifica come macro destinazione sui mercati: una identità unica che ci deve spingere a cambiare approccio e lavorare insieme perché la competizione sui mercati è tanta e sempre più difficile». Nel corso della mattinata, sono intervenuti anche il presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale Luigi Lotto, Agostino Cicalò in rappresentanza delle Camere di commercio della Sardegna, Alberto Scanu in rappresentanza delle società di gestione aeroportuali ed il presidente di Federalberghi Paolo Manca. Per qualche giorno ancora sarà possibile inviare ulteriori osservazioni al documento finale approvato dalla Conferenza permanente, facendoli pervenire via e-mail all'indirizzo web PSTurismo@regione.sardegna.it.

Nella foto: un momento dell'incontro
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