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Red 6 agosto 2018
«A settembre, il Piano strategico in Giunta. Poi, la parola al Governo», ha annunciato l´assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci, intervendo in materia di Zona economica speciale
«Zes in Sardegna per attrarre imprese ed investimenti»


CAGLIARI - Il Piano strategico per l’istituzione della Zona economica speciale da 2.770ettari in Sardegna sarà approvato dalla Giunta regionale a settembre e poi inviato al Governo per il via libera finale. L’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci ha concluso gli incontri con le Amministrazioni locali ed i consorzi industriali delle zone interessate, ovvero Cagliari, Portovesme, Olbia, Porto Torres, Oristano ed Ogliastra, con l’Autorità portuale della Sardegna e gli Assessorati regionali dell’Industria, degli Enti locali e dei Trasporti. Il contributo raccolto durante gli incontri servirà a perfezionare il Piano con le indicazioni arrivate direttamente dai territori. Le Zes sono previste dal Decreto Sud voluto dal Governo: interessano aree collegate a zone portuali, destinatarie di semplificazioni amministrative e fiscali per consentire lo sviluppo di imprese già insediate o che si insedieranno, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali.

«La stesura del Piano è ormai alle battute finali - spiega Paci - È stato un percorso che ha visto il pieno coinvolgimento di tutti i referenti locali, con i quali sono stati condivisi obiettivi e strategie per raggiungere il miglior risultato possibile. Negli incontri sul territorio abbiamo deciso, condividendo tutti i passaggi con il metodo della programmazione unitaria, come disegnare la Zes nella geografia della Sardegna, per innescare dinamiche di sviluppo che consentano di attrarre imprese e investimenti, dunque creare meccanismi virtuosi per la nostra economia». La Regione autonoma della Sardegna ha deciso di creare un’unica zona economica speciale “a rete”, coinvolgendo i sei porti con le rispettive zone retroportuali, sia per dar vita ad un progetto più ampio e strategico e dunque con più potenziali ricadute positive sull’intera regione, sia perché l’unico porto Ten-It (requisito necessario alla creazione delle Zes) è quello di Cagliari, che dunque è stato utilizzato come pilastro centrale del progetto per poi coinvolgere tutti gli altri porti con aree industriali adiacenti. «In queste aree, oltre all’ampliamento dell’utilizzo del credito d’imposta, la Regione si impegna a sperimentare forme di semplificazione burocratica, pensiamo per esempio a un Suape per le Zes, per favorire l’insediamento di nuove imprese grazie anche a procedure molto più snelle», spiega il vicepresidente della Regione. Del processo di semplificazione si occuperà l’Assessorato regionale dell’Industria.

Per quanto riguarda la perimetrazione delle aree, e dunque la “distribuzione territoriale” dei 2.770ettari attribuiti all’Isola con decreto ministeriale, è stata data priorità alle aree portuali e retroportuali, oltre che a quelle con nessi funzionali ed economici importanti per lo sviluppo delle filiere produttive regionali. Inoltre, si è deciso di valorizzare la presenza degli aeroporti vicini a tre dei porti interessati (Cagliari, Olbia ed Alghero) per aumentare l’efficacia del sistema regionale. «Stiamo chiudendo in tempi rapidi questa fase preliminare, poi la parola passerà al Governo che dovrà esprimersi sul nostro Piano per rimandarlo subito dopo alla gestione dell’Autorità portuale. Le Zes possono essere una ottimaoccasione per attrarre imprese in Sardegna: lo sviluppo economico della nostra isola sicuramente passa dal mare e perciò rafforzare il ruolo dell’intera rete portuale può avere un ruolo importante nel rilancio della nostra economia. Per questo abbiamo deciso di non limitare la Zes solo a Cagliari ma di estenderle a tutti gli altri porti sardi, in un sistema virtuoso in cui ognuno con la sua specializzazione contribuisce allo sviluppo equilibrato di tutta la regione», conclude Raffaele Paci.

Nella foto: uno degli incontri
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