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Red 25 agosto 2018
Ad agosto ha piovuto per venti giorni su ventiquattro, con quantità anche maggiori al 1000percento rispetto alla media, sottolineano i vertici della Coldiretti Sardegna
«Agosto più piovoso di sempre: agricoltura ko»


CAGLIARI - Ad una settimana dalla fine, agosto è già il mese più piovoso da quando si raccolgono i dati (1922), con medie che raggiungono anche il +1000percento. Non si contano più i nubifragi e le grandinate che stanno devastando le colture agricole: sono già milioni di euro i danni che vanno a sommarsi ai 300milioni di euro (stima Coldiretti Sardegna) subiti lo scorso anno dalla siccità. I brevi, ma violenti e continui temporali, accompagnati spesso dalle grandinate causati dalla presenza di aria fredda in quota, e molto calda ed umida al suolo, stanno interessando tutto il territorio regionale, ma in particolare il centro-sud, dove ha piovuto per venti giorni su ventitre, un vero record, se si pensa che negli ultimi cinque anni, la media delle giornate piovose ad agosto era di tre giorni (in tutto il mese). Precipitazioni ed umidità che hanno accompagnato dalla primavera e che hanno creato l’habitat ideale per il proliferare di parassiti spesso letali per le colture.

A piangere, insomma, insieme ai vacanzieri che si stanno rassegnando, durante i pomeriggi, alla sola vista del mare, è ancora una volta il mondo agricolo che si trova nel paradosso di dover subire i danni dalla troppa acqua dopo che appena otto mesi faceva la conta di quelli dovuti alla mancanza di precipitazioni (nel 2017, secondo Sardegna clima, gran parte del territorio sardo ha chiuso con soltanto la metà del cumulato pluviometrico rispetto alla media con punte del 65–70percento), che Coldiretti Sardegna ha stimato in 300milioni. Dalle rilevazioni di Sardegna clima, ad agosto, soprattutto nella parte costiera ed occidentale, può già essere classificato come un mese eccezionale per gli accumuli pluviometrici che risultano i più alti da quando si registrano i dati (1922). Le medie mensili in questo mese oscillano normalmente da pochi millimetri delle aree costiere meridionali (5-8millimetri) ai 30-40millimetri delle zone interne e di montagna. Ad oggi, ci si trova davanti a dati provvisori addirittura prossimi ai 200millimetri tra Goceano e Barbagia. Anomalie pluviometriche, che si fanno ancora più estreme (superiori al 1000percento) sui settori meridionali: sull'hinterland di Cagliari si registrano picchi fino a 140millimetri.

Agosto, tra l’altro, che segue una primavera molto piovosa con un maggio eccezionale, tra i più ricchi di precipitazioni di sempre (in varie località si sono superati i 200millimetri mensili, evento di per se raro, eccezionale se riferito a maggio). Primavera che aveva già arrecato notevoli danni all’agricoltura in particolare alla frutta (fragole, albicocche, ciliegie e pesche. Perdite, soprattutto per le precoci, che si aggirano dal 40 al 70percento), il grano ed in particolare per il Cappelli, ma anche le ortive (ritardi nella messa a dimora delle piantine e terreni allagati), e per i foraggi, il riso e le vigne. Nei campi, in molti casi la situazione è a dir poco critica. Le piogge dell’ultima settimana sono state il colpo di grazia per molte colture. Ci ritroviamo con terreni allagati, frutti devastati dalla troppa acqua, dalla forza delle precipitazioni e dalle grandinate, oltre che invase dai funghi, che in queste condizioni trovano il proprio habitat naturale e possono proliferare tranquillamente. Stiamo parlando di milioni di euro di perdite. Davanti a questi gravi danni, non sono da sottovalutare i ritardi e le perdite dell’erba medica, agli oliveti, ma anche alle strade rurali, molte spazzate via dai fiumi da fiumi d’acqua, oltre ai pascoli.

«Credo che non ci sia molto da aggiungere alle immagini che stiamo vedendo tutti – commenta il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - Siamo coscienti che stiamo vivendo una stagione anomala, che segue quella altrettanto eccezionale dello scorso anno, che ha penalizzato le campagne per motivi contrari a questi: oggi abbiamo troppa acqua, l’anno scorso la invocavamo. I cambiamenti climatici stanno penalizzando tutto il comparto agricolo in questi ultimi due anni lo abbiamo visto in modo palese. Si passa da un estremo all’altro». «Il riconoscimento dello stato di calamità è doveroso – aggiunge il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – ma ciò che chiediamo è la tempistica. E’ fondamentale intervenire immediatamente perché le perdite sono molto alte e non dobbiamo dimenticare anche che questi prodotti coltivati e raccolti a seguito di tante spese poi si ritrovano ad essere pagati all’agricoltore sottocosto per via di filiere troppo lunghe e spesso poco trasparenti. Ci appelliamo alla Regione, affinché i denari già stanziati per la siccità dello scorso anno (45milioni) siano liquidati a brevissimo, perché per fronteggiare questi danni gli imprenditori agricoli hanno bisogno di liquidità, anche per risolvere alcuni problemi che altrimenti bloccheranno le attività».

Nella foto: Luca Saba e Battista Cualbu
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