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Red 3 settembre 2018
Oggi e domani sera, debutta lo spettacolo scritto ed interpretato da tredici giovani artisti sardi, romani ed americani con elaborazione drammaturgica di Elvira Frosini e Daniele Timpano, coreografie diAlessandra Corona e musiche di Thomas Lentakis, regia cinematografica ed elaborazioni visuali di Giovanni Coda
Let me try: prima nazionale a Sinnai


SINNAI - Viaggio attraverso le storie, le aspirazioni ed i sogni, i pensieri e le emozioni di un gruppo di giovani artisti, attori e danzatori, che si incontrano per la prima volta su un palcoscenico e provano a raccontarsi attraverso i differenti linguaggi, dal teatro alla danza, dalla musica al cinema ed alla videoarte: s'intitola “Let me try” lo spettacolo, frutto di una residenza artistica e di un percorso di formazione con incontri e laboratori, che debutterà questa sera (lunedì) e martedì 4 settembre, sempre alle 21, al Teatro Civico di Sinnai. La pièce multimediale ha l'elaborazione drammaturgica e regia di Elvira Frosini e Daniele Timpano, coreografie di Alessandra Corona e musiche di Thomas Lentakis, disegno luci di Stefano De Litala, regia cinematografica ed elaborazioni visuali di Giovanni Coda. Si alza il sipario sull'intrigante racconto per quadri tra “dissolvenze incrociate” e significativi fermoimmagine, tranches de vie e frammenti di teatro in cui si alternano ed intrecciano vari piani narrativi, tra brevi monologhi e dialoghi, sequenze coreutiche ed immaginifiche visioni: focus sui giovani protagonisti che si mettono a nudo rivelando fragilità ed inquietudini, ma anche la determinazione nell'andare avanti e seguire la propria strada pur tra mille difficoltà.

Si evidenziano differenze e contrasti, ma anche il comune desiderio di iniziare una nuova avventura dove le distanze reali e simboliche, la diversa formazione e provenienza geografica, la cultura e le tradizioni, il vissuto individuale ed il legame con le radici rappresentano un patrimonio prezioso e il punto di partenza per il confronto e lo scambio. Temi scottanti ed attuali affiorano come per caso nelle conversazioni dove l'arte della finzione si traduce nell'effetto della massima “naturalezza”. Un gioco metateatrale, in cui i protagonisti si rivelano attraverso gesti e parole, sguardi, silenzi e le loro vicende vere o inventate diventano materia della narrazione attraverso l'elaborazione drammaturgica di Frosini e Timpano, che firmano anche la regia dello spettacolo, in cui confluiscono testi e performances creati nell'arco dei sette mesi precedenti. Un intenso mese di prove, con spazi di approfondimento e confronto con i maestri (l'attrice Miana Merisi, il regista ed autore cinematografico Coda, il danzatore e coreografo Guido Tuveri) per dar forma ad un “copione” che racchiudesse, sublimandoli e rendendoli universali e condivisibili, le istanze ed i desideri, gli interrogativi e gli impulsi più o meno (ir)razionali di una eterogenea, ma affiatata compagnia di giovani performers.

Sullo sfondo, ma in primo piano, le proiezioni delle immagini cinematografiche realizzate ed elaborate dal videoartista Giovanni Coda (autore di opere pluripremiate ed ospitate in festival in tutto il mondo, tra cui il lungometraggio “Il rosa nudo” ed il recente “Bullied to death”, come “Xavier”, in cui la denuncia sociale si sposa alla poesia visuale) colgono l'essenza del movimento dei corpi mettendo in risalto i dettagli, con la macchina da presa che indaga fin dentro l'anima degli interpreti. La scrittura scenica è affidata a Elvira Frosini e Daniele Timpano (Kataklisma Teatro), già candidati al Premio Ubu con “Aldo morto” ed il recente “Acqua di colonia”, che hanno decomposto e ricomposto, mescolato e sintetizzato in un'unica partitura teatrale i materiali scaturiti durante la fase preparatoria (in particolare coreografie e testi) per dar vita allo spettacolo. Sotto i riflettori, tredici giovani artisti: gli attori Dario Alberti, Michela Cidu, Camilla Fraticelli, Giulia Giglio, Elisa Liberati, Alessandro Marino, Federico Nonnis e Leonardo Tomasi; i danzatori Michael Bishop, James Johnson, Cassandra Orefice e Maria Vittoria Villa ed il ballerino folk Francesco Cappai.

(Foto di Giorgio Russo)
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