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Red 4 novembre 2018
Verrà inaugurata domani pomeriggio, nella Cittadella dei musei, la mostra dedicata al destino dei malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo, curata dalla Società italiana di psichiatria in collaborazione con la Società tedesca di psichiatria, psicosomatica e psicoterapia, ospitata dall’Ateneo
Schedati, perseguitati, sterminati: mostra a Cagliari


CAGLIARI - Sarà inaugurata domani, lunedì 5 novembre, alle 15.30, nell’Aula Rossa della Cittadella dei Musei, a Cagliari, la mostra documentaria “Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo-Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla Seconda guerra mondiale”, organizzata da Bernardo Carpiniello, docente ordinario di Psichiatria all’Università degli studi di Cagliari e direttore della Struttura complessa di Psichiatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari. All’inaugurazione, dopo i saluti del rettore Maria Del Zompo e del direttore generale dell’Aou di Cagliari Giorgio Sorrentino, interverranno Frank Schneider (Università di Achen), past president della Società tedesca di psichiatria e psicoterapia, e Bernardo Carpiniello (UniCa), presidente della Società italiana di psichiatria.

L’esposizione, curata dalla Dgppn, dalla Sip e dal Network europeo per la psichiatria psicodinamica, attraverso una cinquantina di pannelli recanti fotografie e copie di documenti e testimonianze originali, illustra gli orrori avvenuti durante il periodo nazista in Germania, con la sterilizzazione coattiva di circa 400mila persone affette da disturbi mentali e disabilità psichiche e la schedatura e la morte di circa 200mila persone ricoverate in Istituti di assistenza tedeschi, metodicamente assassinate a seguito di un programma segreto di eliminazione sistematica partito nell’autunno del 1939 su ordine di Adolf Hitler e giustificato da una presunta “inferiorità” in quanto portatrici di “difetti genetici”, noto come “operazione T4”. La sezione dedicata all’Italia documenta il ruolo svolto da alcuni esponenti ufficiali della psichiatria italiana nella promulgazione delle Leggi razziali volute da Benito Mussolini ed a sostegno delle teorie “eugenetiche”, le deportazioni verso i campi di sterminio tedeschi di tanti ricoverati, ebrei e non, dai manicomi italiani del Nord Italia occupati dai Nazisti, con la connivenza delle autorità italiane, e la morte, per mancanza di cibo, medicine e bombardamenti, di circa 30mila ricoverati negli ospedali psichiatrici italiani durante l’ultima guerra mondiale.

La mostra, già esposta in diverse città europee ed extraeuropee, è stata presentata al Vittoriano di Roma nella primavera 2017, e sta ora girando in diverse città italiane. “L’intento dell’iniziativa (al di là della divulgazione delle atrocità avvenute, poco note all’opinione pubblica) vuole essere lo spunto per una riflessione sui rischi a cui possono portare visioni distorte della realtà dettate da ignoranza e pregiudizi – spiega Carpiniello - anche in un’epoca come quella attuale, in cui sembrano nuovamente riemergere in modo sempre più manifesto quei meccanismi di discriminazione ed emarginazione delle persone affette da disturbi mentali e disabilità psichiche, mai sopiti nel tempo”. Anche per questo, alla mostra, il cui accesso è gratuito, è collegato un programma di visite guidate per le scolaresche della Sardegna e di incontri-dibattito negli istituti scolastici, finalizzati alla lotta ai pregiudizi e allo stigma di cui ancora oggi vengono gravati i sofferenti psichici. La mostra (organizzata con il patrocinio ed il supporto dell’Università di Cagliari e dell'Aou di Cagliari) rimarrà aperta fino a venerdì 30 novembre nella Sala espositiva dell’Ateneo, nella Cittadella dei musei.

Nella foto: Bernardo Carpiniello
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