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Red 10 novembre 2018
«Creare una filiera che passa anche dall´agroalimentare e dal turismo slow» è l´idea esposta ieri mattina dall´assessore regionale dell’Urbanistica alla Conferenza internazionale “Abitare la terra 1998-2018: 20 anni di esperienze di recupero e riuso contemporaneo del materiale terra”
Città della terra cruda: Erriu a Villamassargia


VILLAMASSARGIA - “Dalla tradizione si può costruire un processo futuro di innovazione e fare vera sostenibilità”. Lo ha detto ieri mattina (venerdì) l’assessore regionale dell’Urbanistica Cristiano Erriu alla Conferenza internazionale “Abitare la terra 1998-2018: 20 anni di esperienze di recupero e riuso contemporaneo del materiale terra”, organizzato dall’associazione Città della terra cruda, in programma fino a domani, domenica 11 novembre, a Villamassargia.

Durante i lavori che si sono svolti in mattinata a Casa Fenu, Erriu ha sottolineato che «le relazioni scientifiche illustrate nella prima parte della Conferenza hanno fatto il punto sul sapere e sulle opportunità di sviluppo che questa materia offre. Vent’anni fa è risultato fondamentale l’incontro con l’Università di Cagliari per creare una rete che oggi si è allargata ad altre regioni e Paesi. La sfida odierna chiede alla politica di creare le condizioni per la valorizzazione di case ed edifici in terra cruda, che in Sardegna sono numerosi soprattutto nel Campidano. Il balzo in avanti da compiere riguarda soprattutto l’innovazione, il miglioramento della capacità di pianificazione urbanistica, il censimento del patrimonio abitativo».

«La Regione – ha aggiunto l'assessore regionale – sta cercando di mettere in campo nuove risorse per passare dal progetto pilota a un impiego più efficiente e mirato, che abbia anche ricadute economiche nel territorio: penso, per esempio, alla mancanza di imprese specializzate nella lavorazione dei mattoni in terra cruda. Occorre creare una filiera, che passa anche per l’agroalimentare e il turismo slow, due settori che aiutano a contrastare lo spopolamento delle zone interne. Bisogna avere coraggio, anche da parte della politica, e occorre puntare sui progetti di qualità che in altri comparti (penso all’agricoltura, in particolare all’enologia) hanno consentito di raggiungere risultati eccellenti».

Nella foto: l'assessore regionale Cristiano Erriu
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