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Red 27 novembre 2018
Venerdì mattina, il presidente della Regione autonoma della Sardegna e gli assessori regionali della Difesa dell´ambiente e dell´Agricoltura, con delega alla Pesca, hanno incontrato i pescatori della laguna per trovare soluzioni ai danni da fauna selvatica
Pesca: Pigliaru, Spano e Caria a Cabras


CABRAS - Il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e gli assessori regionale della Difesa dell'ambiente e dell'Agricoltura, Donatella Spano e Pier Luigi Caria hanno incontrato venerdì mattina a Cabras i pescatori dell'Oristanese sulla questione dei danni provocati dalla fauna selvatica. Dalla Giunta regionale, è arrivata piena comprensione e disponibilità a trovare soluzioni che preservino i lavoratori e l'attività economica. «Se il prodotto è crollato da 400 a 170quintali, abbiamo un problema gigantesco che intendiamo risolvere partendo dalle persone e mettendo in fila tutte le possibili soluzioni - ha detto Pigliaru - Crediamo che sia importante definire un numero di cormorani compatibile con un pescato che garantisca l'attuale forza lavoro, piuttosto che fare assistenzialismo. Vogliamo preservare una tradizione e un'attività economica il cui valore è destinato ad aumentare sempre di più, grazie alla certificazione e all'innalzamento della quantità dei prodotti», ha concluso il governatore, citando i grandi sforzi della Regione nell'agroalimentare. Lunedì 26 novembre, prenderanno avvio gli abbattimenti programmati per novembre, il cui numero è stato calcolato sulla base dei due censimenti effettuati dalla società incaricata dalla Provincia.

Spano ha ripercorso il senso dei precedenti incontri con i pescatori, utili alla definizione del problema, e ha espresso vicinanza a chi vive del comparto. «Abbiamo già portato avanti sia attività sperimentali come l'uso delle reti, sia attività di contenimento dei cormorani con l'approvazione dell'apposito Piano 2016-2018, finalizzato a rendere il territorio inospitale ai cormorani», ha sottolineato la titolare dell'Ambiente, che proprio a proposito del Piano approvato da Ispra, ha aggiunto: «L'Assessorato, evidenziando l'insostenibilità della situazione attuale, sta chiedendo a Ispra un aumento del contingente abbattibile. Sarà poi competenza della Provincia di Oristano predisporre il nuovo Piano di contenimento triennale. Ma è importante che anche la voce dei territori arrivi al Governo. Noi abbiamo già scritto al ministro Costa e al ministro Centinaio per chiedere un impegno serio, risolutivo a livello europeo. Il problema non è solo della Sardegna ma riguarda tutte le Regioni. Infatti - ha concluso Donatella Spano - su proposta proprio della Sardegna, la Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni ha fatto proprio un documento sul tema ed è stato presentato un ordine del giorno alla Conferenza Stato-Regioni con richiesta di impegno di intervento all'Unione europea sulle strategie per contenere o almeno stabilizzare la popolazione di cormorani intervenendo soprattutto sui siti di nidificazione localizzati nel Nord Europa».

Vicinanza è stata espressa anche da Caria, il quale ha sottolineato il percorso fatto dall'apposita Commissione per il calcolo del danno da cormorani. «L'aiuto è un palliativo e non certo la strada migliore, anche perché ci sono dei parametri specifici nel trasferire le risorse. Abbiamo rimodulato persino il Feamp, il fondo per la politica marittima e della pesca dell'Ue, utilizzando un milione dei 45 investiti sulla calamità per siccità. Abbiamo quindi oggi 2milioni di euro e ora c'è la Finanziaria per cui vediamo le manovre di assestamento del prossimo anno e come si svilupperà il calcolo sulla base di criteri e parametri». Il titolare dell'Agricoltura ha poi proseguito: «In due anni c'è un calo drastico nella pesca che giustifica il livello di preoccupazione, con i fatturati passati da oltre 3,776milioni nel 2016 a 2,294milioni nel 2018. Dobbiamo trovare soluzione immediate e cavalcare quelle a lungo raggio».

Nella foto: un momento dell'incontro
Commenti
10/12/2018
Interpelleremo le forze di Governo, in particolare chiediamo l’attenzione del ministro Centinaio, affinchè questo ulteriore colpo a danno della Marineria sarda venga bloccato e si permetta alle barche già presenti negli elenchi di poter proseguire l’attività di pesca a prescindere dai quantitativi catturati. Non vorremmo passasse il concetto che chi cattura più pesce abbia maggior diritto rispetto a chi, per svariati motivi, invece non è riuscito
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