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Red 14 gennaio 2019
Lotta alla tratta di esseri umani: la Regione autonoma della Sardegna, in collaborazione con il Ctm, promuove campagna di sensibilizzazione nell’Area vasta di Cagliari
Tratta umani: sensibilizzazione Ctm


CAGLIARI - La Regione autonoma della Sardegna, in collaborazione con il Ctm, ha avviato nell’Area vasta di Cagliari una campagna di sensibilizzazione sulla lotta alla tratta di esseri umani. Sugli autobus di linea dell’azienda di trasporti pubblici e nelle pensiline di attesa vengono proposti, in diverse forme, messaggi che promuovono la conoscenza e la diffusione del numero verde anti tratta 800/290290, attivo ventiquattro ore su ventiquattro. Per favorire l'emersione del fenomeno e supportare le vittime di tratta e sfruttamento. Al numero, istituito dal Dipartimento per le Pari opportunità, possono rivolgersi anche operatori dei servizi sociali, rappresentanti delle Forze dell'ordine, cittadini che vogliono segnalare situazioni di sfruttamento. Il servizio, oltre ad offrire informazioni sulle possibilità di aiuto ed assistenza, mette in contatto le vittime con i servizi socio-assistenziali territoriali. E' disponibile in più lingue, tra le quali inglese, albanese, russo, francese, spagnolo, romeno, ungherese, arabo, cinese e nigeriano.

«Ritengo fondamentale questa iniziativa, che stiamo realizzando in collaborazione con il Ctm per garantire maggiore ampiezza e risonanza al messaggio di aiuto e protezione che vogliamo dare alle vittime della tratta. È necessario favorire - dichiara l’assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu - una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza sul tema della lotta alla tratta di esseri umani, rafforzando la collaborazione e il dialogo tra istituzioni, enti, università ed associazioni che operano a vario titolo nel campo delle migrazioni. Occorre capire le reali dimensioni di un crimine odioso per poterlo contrastare in modo efficace sulla base di una piena conoscenza da parte di tutti. La Regione è impegnata a sostenere tutte le azioni utili al contrasto di questa attività criminale e garantire alle vittime nuove prospettive».

«Ctm ha aderito alla richiesta pervenuta dall’Assessorato degli Affari generali, personale e riforma della Regione Sardegna e ha messo a disposizione i propri canali di comunicazione – dichiara il presidente di Ctm Roberto Porrà - Il materiale è infatti già disponibile sui monitor presenti a bordo dei mezzi Ctm e sui mancorrenti, dove sono posizionati flyer informativi con il numero verde specifico contro la tratta degli esseri umani. La comunicazione sarà inoltre inserita sulle pensiline Ctm e sarà pubblicata anche attraverso i canali social aziendali. Credo che i mezzi pubblici sui quali viaggiano ogni giorno migliaia di persone possano rappresentare un vettore importante per contribuire all’informazione ed eventualmente incoraggiare le vittime della tratta di esseri umani a farsi supportare, utilizzando gli aiuti disponibili». Grazie ad un finanziamento di 500mila euro, che rientra nell’avviso del Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Regione è partner del progetto “Elen Joy”, avviato dalla Congregazione Figlie della Carità e finalizzato ad assicurare tutela e protezione alle vittime, il loro inserimento in strutture protette e l’assistenza necessaria per affrontare una vita diversa, libera dai precedenti terribili vincoli. In via di rafforzamento le attività di primo contatto (Unità di strada, Sportello anti tratta, presenza agli sbarchi), gli interventi di sostegno educativo e psicologico, consulenza ed orientamento e l’intera rete di aiuto e supporto.

La tratta di esseri umani è un’attività criminale che colpisce, ogni anno, migliaia di uomini, donne e bambini. Inizialmente maggiormente diffusa ai fini di sfruttamento sessuale, si è ramificata in diverse tipologie: lo sfruttamento lavorativo, l’accattonaggio, i matrimoni forzati, il traffico illegale di organi ed il compimento di attività illecite come il traffico di droga. Nel mondo, il 51percento delle vittime è costituito da donne, mentre gli uomini rappresentano il 21percento ed i minori il 28percento. In Sardegna, non ci sono ancora dati certi, ma le indagini delle Forze di polizia, fin dal 2015, hanno portato alla luce questa attività criminale.
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