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Alguer.itnotiziealgheroSpettacoloTeatro › Il Giorno della memoria al Teatro Civico
Red 24 gennaio 2019
Come ogni anno, la Società Umanitaria di Alghero organizza una proiezione in occasione delle celebrazioni dedicate al Giorno della Memoria, in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto e le gesta di coloro che hanno rischiato la propria vita per proteggere i perseguitati. Lunedì, in programma due proiezioni de “Gli Invisibili”, di Claus Räfle
Il Giorno della memoria al Teatro Civico


ALGHERO - Come ogni anno, la Società Umanitaria di Alghero organizza una proiezione in occasione delle celebrazioni dedicate al Giorno della memoria, in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto e le gesta di coloro che hanno rischiato la propria vita per proteggere i perseguitati. La manifestazione è inserita nell’ambito del programma di “TxT, teatro per tutti”, progetto nato dal bando regionale “Culture lab” Por Fers 2014-2020, che vede capofila la Compagnia Teatro d'Inverno, ed è dedicata sia al pubblico adulto, sia alle scuole.

La scelta di quest’anno è caduta su “Gli Invisibili”, di Claus Räfle, un film che offre uno sguardo inedito sulla Shoah. Per l’evento, che si terrà al Teatro Civico di Alghero lunedì 28 gennaio, sono previste due proiezioni: una serale alle 19 (ingresso 4euro) preceduta da un matinée alle 9 (ingresso 3euro) dedicato esclusivamente agli studenti, per far si che il Giorno della memoria non resti soltanto un momento isolato di esercizio commemorativo, ma un’occasione pratica di confronto con (e tra) le nuove generazioni. Per ulteriori informazioni e prenotazioni, il Teatro d’Inverno risponde al numero 388/5721808 (dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30).

Al suo primo film di finzione, dopo una lunga esperienza come documentarista per la televisione, Räfle sceglie di raccontare le vicende di quattro dei molti ebrei che continuarono a sopravvivere in clandestinità nella Berlino del 1943, grazie alla protezione ed all’aiuto di alcuni concittadini che rischiarono la vita sfidando le autorità naziste. Secondo le ricerche condotte dagli autori (la sceneggiatura del film è firmata, oltre che da Claus Räfle, da Alejandra López, giornalista ed autrice radiofonica argentina), sono stati circa 7mila i berlinesi ebrei entrati in clandestinità tra il 1943 ed il 1945. Tra le tante storie emerse dal lavoro di documentazione, gli autori hanno scelto di raccontare quelle di Hanni, Cioma, Ruth ed Eugen, che compaiono anche da anziani per raccontare quegli anni, in riusciti inserti documentaristici. Infatti, la narrazione si muove agilmente tra fiction e documentario, e l’impianto del film è potenziato da preziosi filmati d’archivio, che risultano perfettamente integrati nella storia. Nonostante i temi trattati, non si tratta di un film cupo o particolarmente triste, grazie all’atteggiamento ottimista nei confronti della vita dei testimoni diretti, dai cui racconti traspare un desiderio di riconciliazione con la loro storia, rimasta a lungo inedita.
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