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Red 28 gennaio 2019
Wwf, Italia nostra, Gruppo intervento giuridico, Ferderparchi, Codacons e Lipu ribadiscono la richiesta di esami fisico-chimici nei depositi storici di posidonia ad Alghero
Depositi posidonia: gli ambientalisti chiedono esami


ALGHERO - Wwf, Italia nostra, Gruppo intervento giuridico, Ferderparchi, Codacons e Lipu, dopo aver acquisito la documentazione trasmessa dal Comune di Alghero (che ha ottemperato alla richiesta di informazioni ambientali ed accesso civico) in relazione ad indagini e ad esami fisico-chimici nei depositi “storici” di posidonia ad Alghero, e preso atto che la relazione del Dipartimento dell'Arpas di Sassari e Gallura (redatta in seguito a due sopralluoghi effettuati a dicembre) si basa esclusivamente su indagini visive, ribadiscono la richiesta di indagini e di esami fisico-chimici nei depositi “storici” di posidonia di San Giovanni e negli altri ubicati lungo la costa di Alghero. Le associazioni ambientaliste, in relazione al riposizionamento (come previsto dalla normativa regionale quale naturale difesa delle coste dall’erosione) della posidonia spiaggiata accumulata esclusivamente nella stagione 2018, chiedono alle Istituzioni che i lavori vengano eseguiti con l’utilizzo di mezzi meccanici di piccole dimensioni a basso impatto sull’arenile.

Inoltre, le sei associazioni auspicano, per la prossima stagione, che nell’esecuzione dell’asportazione della posidonia dal litorale sabbioso, vengano tutelate le “piante pioniere” che insistono sull’arenile, anch’esse rivestono un ruolo importante contro l’erosione come evidenziato nelle “Linee guida per la gestione integrata delle spiagge” della Regione autonoma della Sardegna. Infine, Wwf, Italia nostra, Gruppo intervento giuridico, Ferderparchi, Codacons e Lipu chiedono che nell’estensione del Pul, gli stabilimenti balneari siano distribuiti ad almeno 50metri l’uno dall’altro, per restituire porzioni di spiaggia (quale bene comune) alla libera fruizione dei cittadini.
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