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Alguer.itnotiziesassariCronacaLavoroCisl, tutti a Roma per il Sassarese
S.O. 8 febbraio 2019
Da Sassari a Roma una delegazione Cisl di duecento persone per rivendicare politiche del lavoro mirate alla crescita del nord Sardegna. Ma anche migliori condizioni per coloro che pur essendo occupati chiedono a gran voce un reddito adeguato al costo della vita
Cisl, tutti a Roma per il Sassarese


SASSARI - Tutti a Roma, in piazza San Giovanni, per portare la voce del Sassarese e rivendicare il lavoro che non c’è. Ma anche migliori condizioni per coloro che pur essendo occupati chiedono a gran voce un reddito adeguato al costo della vita. Basta ragionare su un dato: in provincia di Sassari il reddito medio dei lavoratori con la retribuzione più bassa è di 731euro, importo inferiore a quello del reddito di cittadinanza, è ciò che emerge dai dati 2017 dell’ufficio parlamentare di bilancio.

La Cisl di Sassari sarà domani (9 febbraio) a Roma con una folta delegazione di duecento persone tra lavoratori, pensionati, disoccupati e studenti per chiedere al Governo maggiore attenzione nei confronti del Mezzogiorno e politiche di investimento e crescita indispensabili per il territorio e per l’Isola. «In questo quadro è sempre più complesso varare politiche del lavoro mirate a un’occupazione poco retribuita e al reddito di cittadinanza – spiega Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl Sassari – e richiede grande attenzione affinché la retribuzione non diventi reddito di cittadinanza e che quest’ultimo non contribuisca a limitare ancora i redditi già bassi, bisogna affidare alla contrattazione la risposta alla debolezza delle retribuzioni e alle innovazioni delle politiche attive della formazione per le competenze del lavoro che cambia, del welfare contrattuale, della sicurezza del lavoro e della partecipazione dei lavoratori».

Sono questi i temi al centro della manifestazione nazionale #Futuro al Lavoro organizzata a Roma da Cgil Cisl e Uil, domani, 9 febbraio, per rivendicare una serie di vertenze sempre aperte che riguardano il lavoro e lo sviluppo, il fisco e il federalismo, le pensioni e la povertà, la sanità, l’istruzione e la pubblica amministrazione. «Da questa crisi si può uscire solo con un patto tra le forze sociali, economiche, politiche, istituzionali – conclude Pier Luigi Ledda – bisogna mettere in campo un impegno comune ma straordinario per lo sviluppo e la crescita del nord ovest della Sardegna, a partire dall’occupazione, in particolare quella giovanile».
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