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Red 27 febbraio 2019
Venerdì sera, ad Alghero, presso ResPublica, nell´ambito del festival dell´illustrazione Iello, spazio a “E io ti darò notizie di una rosa che ho piantato e di una lucertola che voglio educare. Antonio Gramsci e i racconti”, lo spettacolo di narrazione orale con il teatrino Kamishibai
Gramsci secondo Enedina Sanna


ALGHERO - Venerdì 1 marzo, alle 18,a ResPublica, nel Distretto della creatività, in Via Simon, ad Alghero, nell'ambito del festival dell'illustrazione “Iello”, è in programma “E io ti darò notizie di una rosa che ho piantato e di una lucertola che voglio educare. Antonio Gramsci e i racconti”, lo spettacolo di narrazione orale con il teatrino “kamishibai” di Enedina Sanna. «Ho intrecciato una narrazione tra racconti, storielle e apologhi che troviamo nelle Lettere e nei Quaderni dal carcere, come omaggio a Nino, il Gramsci bambino che si sviluppa e cresce in un mondo grande e terribile, accompagnato sempre da durissime costrizioni fisiche, ma sorretto da una grandissima forza intellettuale», spiega l'autrice.

«Un esempio vivo per le generazioni di oggi. La narrazione orale ristabilisce il legame primordiale tra esseri umani attraverso la voce, la potenza del racconto crea immagini mentali che si fissano nella memoria e creano mondi immaginari personali – prosegue Sanna - potenziano il pensiero creativo e l’atteggiamento assertivo di fronte alle grandi domande dell’esistenza. Stare nel cerchio della narrazione, imparare l’arte dell’ascoltare, tremare di paura insieme e insieme gioire per la vittoria del nostro eroe significa allenarsi ad essere forti e solidali».

«Antonio Gramsci, il filosofo materialista e marxista, conosceva questa funzione fondamentale dell’arte della narrazione per averne avuto esperienza diretta nella sua infanzia. Nelle sue Lettere dal carcere c’è il mondo delle leggende popolari e quello dei libri d’avventura, c’è anche il grande amore per l’ambiente naturale e gli animali. La sua infanzia, poverissima e segnata dalla malattia, è dipinta come un mondo ricco di esperienze e di felicità. L’interesse di Gramsci per i racconti popolari ritorna in carcere con le traduzioni di fiabe dai fratelli Grimm, un esercizio per tenere la mente allenata, da una parte, ma anche una prova della sua attenzione al folklore e a tutte le forme di espressione delle classi subalterne», conclude Enedina Sanna. L'ingresso è aperto a tutti, con offerta libera per le attività di gestione dello spazio.
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