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Red 3 aprile 2019
“Storia culturale della canzone italiana”, la musica leggera secondo Jacopo Tomatis: il musicologo torinese in tour nell’Isola per presentare l’opera edita da “Il saggiatore”
Tour sardo per Jacopo Tomatis


MACOMER - «Un libro indispensabile, inedito e necessario». Così gli addetti ai lavori definiscono “Storia culturale della canzone italiana”, l’opera di Jacopo Tomatis edita da “Il Saggiatore”. 35enne torinese, musicologo, musicista, critico musicale, giornalista, docente di Popular music all’Università di Torino, l’autore sbarca in Sardegna per presentare il suo libro. Venerdì 5 aprile sarà alla Libreria Emmepì Ubik di Macomer, sabato 6 alla Libreria Ubik di Olbia e domenica 7 nella sala Asilo di Montresta. Lunedì 8, l’appuntamento in collaborazione con la Fondazione Andrea Parodi è nella sala Search di Cagliari, e martedì 9 al Vecchio Mulino di Sassari. Mercoledì 10. all’Ultimo spettacolo, ospite del “Club del disco”, Tomatis racconterà la sua relazione intima con la musica italiana.

Nella bibliografia italiana, la musica “leggera” è letta come fenomeno di costume, arte di serie B, strumento per leggere altri processi storici. Il suo studio supera l’approccio divulgativo ed aneddotico ed affronta l’argomento con piglio scientifico. «Non si spiega perché non si debba studiare la canzone come la letteratura, il cinema o il teatro - afferma Tomatis - “Storia culturale della canzone italiana” è un libro serio su un argomento ritenuto troppo leggero per essere oggetto di studio. Affronta la storia della canzone italiana attraverso il ruolo avuto nella cultura del nostro Paese». L’opera è il frutto degli studi tra Italia ed Inghilterra, del lavoro fatto durante il dottorato e di ritrovamenti e ricerche che risalgono anche a dieci anni fa.

«Della canzone italiana se ne parla solo in rapporto alla storia propriamente detta, come se colonna sonora dei fatti che stanno in primo piano – considera l'artista piemontese – o la si sintetizza nell’abusata definizione di “specchio della Nazione”». In realtà, sostiene, «per capire i rapporti tra canzone e storia occorre capire come la canzone si rispecchia nella storia e viceversa, capire il contesto in cui le canzoni vengono pensate, suonate e fruite». Ed a proposito di fruizione, «si discute di come la tecnologia cambi le modalità di fruizione della musica, si commenta in modo apocalittico la fine dell’era in cui la musica era un oggetto da acquistare. In realtà, sino ai primi del Novecento, il disco non c’era, ma l’umanità ha suonato e ascoltato musica lo stesso». Addirittura, «qualcuno aveva previsto la fine della musica dal vivo con l’avvento del disco – conclude Tomatis – ma non è successo».

Nella foto: Jacopo Tomatis
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