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Alguer.itnotiziesardegnaSportTennis › Tennis: Giulia Remondina, il rilancio passa dalla Sardegna
Antonio Burruni 18 ottobre 2008
L’azzurra, ferma da maggio, rientra nel circuito giocando i due tornei in programma nell’Isola
Tennis: Giulia Remondina, il rilancio passa dalla Sardegna


ALGHERO – Anna Giulia Remondina («ma mi chiamano tutti solo Giulia»), aveva iniziato il 2008 sotto i migliori auspici. Nel 2006 aveva vinto a Vittoria, nel 2007 a Cremona e Jesi, quest’anno, dopo la finale raggiunta a Foggia-San Severo e la semifinale giocata a Brescia, aveva conquistato il suo best ranking, la 395posizione mondiale. Poi, a maggio, una fastidiosa mononucleosi l’ha intralciata nella sua rincorsa verso l’alto e, solo ora, riprende a giocare, scegliendo di ripartire dalla Sardegna.

«Ho giocato una sola volta in Sardegna, a Quartu Sant’Elena lo scorso anno, e persi subito al primo turno. Settimo San Pietro è il mio primo torneo da maggio, quando ho preso la mononucleosi. Poi giocherò ad Oristano, due tornei in Inghilterra, uno in Polonia e chiudo in Francia, Spero di finire l’anno almeno al 550esimo posto».

Ma Giulia, attualmente 660esima al mondo che tipo di giocatrice è?
«Beh, ho iniziato a giocare a quattro anni con mia zia, che faceva la maestra di tennis a Marina di Carrara. Io sono nata a Massa, ma vivo a Brescia, perché mio padre è bresciano. Poi a sette anni ho iniziato ad allenarmi da Renato Vavassori, con Mauro Pezzi. La mia superficie preferita è il veloce e preferisco il mio rovescio, anche se in alcune occasioni, come nel primo turno a Settimo contro la Grazioso, ho giocato abbastanza bene di dritto. Sono una giocatrice che attacca. Spingo e cerco di fare io il punto, ma dovrei andare di più a rete».

Solitamente con chi vai in giro per tornei?
«Qui sono con Francesca Campigotto, altre volte viene mia madre, in qualche occasione da sola, ma di solito col maestro».

Cosa fai nel tempo libero?
«Esco con gli amici, poi mi piace usare il computer, Msn. Ascolto tutta la musica, ma soprattutto quella italiana. Leggo tanto. Ora sto leggendo due libri contemporaneamente: l’ultimo di Moccia, “Amore 14” ed anche “Chistiana F., noi ragazzi dello zoo di Berlino”».

Altri sport?
«Da piccola facevo ginnastica artistica e mi piaceva. Il nuoto no, era moioso. Seguo il calcio e sono juventina. Mio padre è l’allenatore del Verona, in Serie C1, mentre mio fratello gioca nelle giovanili del Brescia».

Hai un piercing. Ha un significato? Come l’hanno presa a casa?
«Si, l’ho messo un mese fa. L’ho fatto perché avevo voglia di fare qualcosa di nuovo. A mia madre è piaciuto. A mio padre prima no, ma ora lo ha accettato».

Se volessi far sapere qualcosa di te che solitamente non riesci a dire?
«Non esterno molto i miei sentimenti. Gli altri non sanno molto di me, ma non mi dispiace».

Nella foto: Anna Giulia Remondina
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