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Marcello Moccia 14 luglio 2004
Per la velocista algherese ora il nuovo traguardo da tagliare è quello della finale nella staffetta 4x100. Sabato alle 16,50 le semifinali, con le sue tre compagne l’azzurra cercherà di raggiungere una delle otto corsie per la finale di domenica (il via alle 17,50)
Atletica, la Salvagno si arrende nella semifinale dei mondiali juniores


L’impresa era di quelle impossibili e Aurora Salvagno si è dovuta arrendere. Dopo aver conquistato in mattinata l’accesso alle semifinali nei 100 metri, ai Mondiali juniores in corso di svolgimento a Grosseto, con il tempo di 11’’94, la strada che portava alla finale si è interrotta nel pomeriggio: numerose e forti le avversarie, così l’11’’88 in semifinale risulta il diciassettesimo tempo, lontano undici centesimi dall’11’’77 della giamaicana Schillonie Calvet, seconda nella sua batteria e spartiacque con la finale.
Lo aveva detto in tempi non sospetti: “Per raggiungere la finale bisogna correre attorno agli 11’’70”. Maria Aurora Salvagno sapeva che per centrare quello che ha sempre definito “un sogno” avrebbe dovuto dare il meglio di sé. Purtroppo non è arrivato il personale (lei che è in possesso dell’11’’83 dei campionati italiani della sua categoria) e così ora le sue speranze Mondiali si trasferiscono a sabato, quando correrà con la staffetta azzurra della 4x100.
Ieri mattina, alle 11,45, la prima prova: la partenza della batteria per la qualificazione alle semifinali. Quarta corsia, un leggero vento contrario (-0,4) e la gioia del passaggio del turno grazie al secondo posto alle spalle proprio della giamaicana Schillonie (11’’79), con una prestazione al di sotto delle sue possibilità (11’’94), forse dovuta alla tranquillità di rientrare nelle prime tre posizioni che valevano la qualificazione senza ricorrere ai ripescaggi dei migliori tempi. Mano a mano che arrivavano le altre batterie però cresceva la consapevolezza che per arrivare in finale ci sarebbe voluta una prova davvero straordinaria. Quello fatto segnare dalla velocista algherese alla fine risulterà il ventesimo tempo, dietro prestazioni come quella della favoritissima americana Ashley Owens (11’’47) o dell’atleta di Trinidad e Tobago, Wanda Huston (11’’58). L’ottava prestazione sembrava da subito un muro invalicabile: 11’’72.
Alle 17,06 scocca l’ora della verità. Seconda batteria, al fianco della Owens e della Schillonie, ma anche di Lucy Sargent, capace di ottenere in batteria 11’’72, suo personale. Con un vento a favore di 0,6, l’atleta del Cus Sassari chiude al sesto posto in 11’’88, cinque centesimi sopra il suo record e distante undici centesimi dalla seconda posizione occupata proprio dalla Schillonie. Gara, come da pronostico, dominata dall’americana Owens, che vola in 11’’35, e si prepara a vincere la finale di oggi. I due recuperi, oltre le sei finaliste di diritto (prima e seconda di ogni batteria), sono lontanissimi: 11’’68 per la cinese Wenshan Wang e 11’’69 per la tedesca Verena Sailer. Un Mondiale di alto livello, che servirà come tappa di crescita per la diciottenne algherese. Peccato che questa volta non si sia avverata la profezia del suo tecnico Marco Ciccarella: «Nei grandi eventi riesce sempre a piazzare un record e migliorarsi». Questa volta l’emozione e la tensione, nel trovarsi di fronte atlete in possesso di personali di 11’’20 (la solita Owens), le avrà giocato un brutto scherzo. Anche se non bisogna sminuire la sua prestazione: 11’’88 non è certamente un tempo da buttar via. In ogni caso resta sempre una gara da ricordare, per correggere gli eventuali errori commessi e migliorarsi.
Per Aurora Salvagno ora il nuovo traguardo da tagliare è quello della finale nella staffetta 4x100. Sabato alle 16,50 le semifinali: con le sue tre compagne l’azzurra cercherà di raggiungere una delle otto corsie per la finale di domenica (il via alle 17,50).
”Siamo affiatate - aveva detto lunedì l’atleta del Cus Sassari - abbiamo lavorato molto sui cambi e gareggiato anche in una prova, proprio a Grosseto, in un test risultato discreto. Se corriamo come sappiamo potremmo anche raggiungere la finale”. Anche in questo caso però le avversarie non mancheranno, con la staffetta americana e giamaicana che si presenteranno al via come favorite.
Quarantaquattro le atlete al via suddivise in sei batterie con sette/otto atlete in gara. Le prime tre delle sei batterie si qualificano alle semifinali con ripescaggio dei sei migliori tempi.

BATTERIA 1 su 6 (vento -0.4m/s): 1. Schillonie Calvet (JAM) 11.79; 2. Maria Aurora Salvagno (ITA) 11.94; 3. Yomara Hinestroza (COL) 12.04; 4. Michelle Cutmore (AUS) 12.05; 5. Yuliya Semerova (UKR) 12.15; 6. Zsòfia Ròzsa (HUN) 12.19; 7. Deneb Cervantes (MEX) 12.36.
Calvet, Salvagno e Hinestroza qualificate per le semifinali.

SEMIFINALE 2 su 3 (vento + 0.6 m/s): 1. Ashley Owens (USA) 11.35; 2. Schillonie Calvet (JAM) 11. 77; 3. Lucy Sargent (GBR) 11.77; 4. Jodi-Ann Powell (JAM) 11.81; 5. Katja Börner (GER) 11.85; Maria Aurora Salvagno (ITA) 11.88; 7. Yomara Hinestroza (COL) 12.24; Seyi Omojuwa (NGR) Dns.

Per la finale si sono qualificate le prime due atlete delle tre batterie oltre ai migliori due tempi.
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